Trento, 20 set – Testimonianze molto forti, molto toccanti, quelle ascoltate ieri a Trento nel corso dell’incontro della manifestazione “Sulle rotte del Mondo” dedicato al tema della salute dei migranti. Roberto Bonmassari, cardiologo, ha illustrato invece un progetto per la formazione in Zimbabwe di personale specializzato, partito un anno fa. L’impulso era arrivato da un altro medico trentino, Carlo Spagnolli, che nel paese dell’Africa australe ha aperto l’ospedale missionario di Mutoko. Nessun ospedale del Paese, che conta 11 milioni di abitanti, ha una unità di terapia intensiva per curare i pazienti infartuati. Grazie al supporto degli ospedali di Trento e Rovereto, nonché di Lifeline Dolomites e della Provincia, si sta creando una prima unità di crisi, presso un ospedale pubblico. C’è bisogno ovviamente di attrezzature e macchinari, che arriveranno entro la fine dell’anno, ma anche e soprattutto di personale locale che sappia adoperarli. Un medico e due infermieri dello Zimbabwe verranno in Trentino a breve per la formazione. Poi a gennaio si avvierà l’unità di crisi.
(red)