“D’intesa con il ministero dell’Università e della ricerca, il ministero degli Esteri si sta adoperando per salvaguardare l’operatività di un sistema vittima di sostanziali tagli di bilancio. Al Senato è in discussione un decreto legge di iniziativa governativa che punta proprio a preservare la funzionalità del nostro sistema scolastico all’estero nonostante i sacrifici richiesti”. E’ quanto precisa Aldo Amati, Capo del Servizio per la Stampa e Comunicazione istituzionale del ministero degli Esteri all’Huffington Post, il quotidiano online diretto da Lucia Annunziata. Amati risponde così a un articolo pubblicato qualche giorno fa in cui si riportavano le critiche dei docenti italiani che lanciavano un allarme: “Stanno privatizzando tutto”. La Farnesina ha voluto, infatti, precisare che il nuovo dl “innanzitutto riapre la possibilità di inviare nuovamente personale scolastico dall’Italia. Poi vengono individuate le materie di insegnamento per le quali reclutare – attraverso procedure concorsuali – docenti in loco nei casi previsti dalla nuova normativa. Si tratta – sottolinea ancora Amati al quotidiano – di un reclutamento attraverso procedure concorsuali che avverrà attraverso gli Uffici scolastici operanti presso la rete diplomatico-consolare, sotto la supervisione ministeriale, e non per il tramite degli enti gestori e neppure per chiamata diretta dei dirigenti scolastici. Il provvedimento riguarderà esclusivamente le otto scuole statali e non i corsi e i lettorati”. “La contrazione del numero dei corsi e degli studenti di lingua e cultura italiana – determinata da un taglio di oltre il 60% rispetto al 2007 del capitolo di bilancio relativo ai contributi agli enti gestori – risulta proporzionalmente di gran lunga inferiore alla riduzione dei contributi intervenuta negli ultimi anni. Il ministero degli Esteri ha razionalizzato la rete consolare e dei dirigenti scolastici. Il numero degli enti gestori destinatari di contributo ministeriale è stato ridotto da circa 280 a circa 140 in soli due anni, attraverso una precisa selezione fondata sul merito”. Amati chiarisce – in sostanza – che la Farnesina sta portando avanti una riforma: “In conclusione – scrive infatti all’Huffington Post – credo che la riforma complessiva del sistema che stiamo portando avanti abbia come obiettivo di fornire un servizio di eccellenza che ha tra i suoi cardini il ruolo svolto dalle nostre scuole e dal personale docente. Non è un’impresa facile, date le condizioni, ma ci sono i presupposti per un salto di qualità”. (Red – 20 set)