Bologna, 26 set – Brulicanti di vita, le barriere coralline tropicali sono state a lungo considerate le aree di maggiore biodiversità per pesci e altre specie marine, e quindi quelle a cui dedicare più risorse per la conservazione. Da un nuovo studio globale su pesci costieri emergono nuovi hotspot di biodiversità, tra cui alcuni in regioni temperate. Lo studio, pubblicato nel numero di questa settimana di Nature, è stato condotto da un team internazionale di ricercatori tra cui Laura Airoldi, professoressa di ecologia dell’Università di Bologna e attualmente all’estero presso la Università di Stanford con una borsa di ricerca Fulbright. Il team, guidato dal prof. Graham Edgar e dal dr. Rick Stuart-Smith, della Università della Tasmania (Australia), comprendeva ricercatori, oltre che italiani, australiani, americani, spagnoli, inglesi, svedesi, indonesiani e cileni.