MILANO OMAGGIA VALENTINA CORTESE
“Valentina Cortese. Uno stile” presenta, fino al 10 novembre a Milano, a Palazzo Morando, una selezione di abiti e accessori provenienti dal guardaroba della celebre attrice. Capucci, Dior, Galante, Mila Schon, Ferré, Valentino sono solo alcuni degli stilisti che hanno offerto al fascino indiscutibile di Valentina Cortese “una veste” per esprimersi e per rivelarsi. Gusto della provocazione mai fine a se stessa, Valentina Cortese ha dato il “tono” di un intero periodo, dagli anni Quaranta ad oggi, con coerenza anticonformista, mai a rincorrere la moda ma a proporsi “dentro la moda” in maniera personalissima. La sua abilità è stata quella di creare subito, fin dagli esordi nel mondo dello spettacolo, un proprio personale stile, anche nella scelta dei piccoli dettagli, dei colori e delle forme, degli accessori, dal foulard ai cappelli, alle scarpe o ai gioielli e perfino nella scelta del profumo. L’esposizione è promossa dal Comune di Milano, Cultura in collaborazione con l’assessorato alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo economico, Università e Ricerca, Moda e Design e organizzata dall’associazione culturale Profumo di Milano con la partecipazione di Skira Editore. (PO / red)
IL CAVALLO-LETTO DI URS FISCHER
Come suggerisce il titolo, in “Horse / Bed (2013)” di Urs Fischer, in mostra fino al 26 ottobre alla Gagosian Gallery di Roma, un cavallo sembra essersi fuso con un letto d’ospedale, le cui parti racchiudono la testa e le zampe dell’animale. Il cavallo, indossando il letto come un’imbracatura, si presenta eretto come se non ci fosse niente di strano. Realizzato combinando digitalmente una scansione 3D di un cavallo da lavoro tassidermizzato e un letto d’ospedale di alluminio lucido, poi opacizzato, il dettaglio dell’impressionante materialità della scultura offre un’immensa quantità di dati percepibili ad occhio nudo. Ma in mostra ci sono anche altri Problem Paintings del 40enne artista zurighese e oggi neworkese di adozione che dimostrano un contrasto di sistemi rappresentativi che è sia compulsivo sia di umorismo grottesco: il monumentale Problem Painting associa una donna ad un uovo, come elemento centrale della mostra; i lavori correlati Innocent Problem, Real Problem, e Sloppy Problem (tutti del 2013) che introducono altri archetipi femminili e maschili obliterati, allo stesso modo, da uova che sono perfettamente intere o tagliate a metà per esporne il tuorlo compatto. (red)
A LECCE I CIMELI DI MARILYN
Si intitola “Forever Marilyn” la mostra che, fino al 13 ottobre, alla Art&Co Gallerie di Lecce, presenta cimeli appartenuti alla diva ed opere a lei dedicate da importanti artisti. Patrocinata dal Comune di Lecce nell’ambito della candidatura di Lecce a Capitale della Cultura2019, la mostra presenta i guanti indossati nel film “Come sposare un milionario”, l’abito che l’attrice indossò alla Notte degli Oscar, un beauty-case, le scarpe di velluto blu e altri pezzi. Nella mostra anche le opere dedicate alla Monroe di Andy Warhol, pezzi unici di Mimmo Rotella dedicati a Marilyn e realizzati nel corso degli ultimi decenni ed acrilici su intarsio realizzati da Ugo Nespolo che sono, invece, opere uniche ideate e realizzate per questa mostra itinerante; come le opere di Marta Bordonali, Steve Barney e Valentino Marra, di origine salentina. (red)
LE SCULTURE DI ETTORE GRECO NELLA GALLERIA DI PIERRE CARDIN
E’ Ettore Greco, una delle voci più importanti della scultura italiana contemporanea, il protagonista della mostra che, fino al 6 ottobre, apre il calendario espositivo dell’Espace Pierre Cardin di Parigi dopo la pausa estiva. Il percorso espositivo raccoglie venti opere, in gesso, creta, plastecrete, bronzo, insieme con bozzetti, frammenti di sculture e disegni, volti a ricreare una esposizione-laboratorio dove il visitatore potrà conoscere l’arte dello scultore padovano, considerato uno degli eredi della grande scultura francese che ha Rodin come capofila. La mostra “Issue de secours” (Uscita di sicurezza) documenta il rapporto viscerale che il 43enne artista padovano intrattiene con la lavorazione della materia, sia essa creta, gesso o bronzo. Il titolo, infatti, si riferisce al fatto che la scultura rappresenta per l’artista un modo di incanalare idee, energie e sensazioni che se non trovassero una via d’espressione potrebbero soverchiarlo. L’iniziativa è accompagnata da un catalogo bilingue (francese-italiano), con testi di Pierre Cardin, Laura Marchesini e dello scrittore Mattia Signorini e fotografie di Pierantonio Tanzola. La mostra patrocinata e fortemente voluta da Pierre Cardin suggella l’apprezzamento e la stima che lo stilista francese porta, ormai da anni, verso l’opera di Ettore Greco. (red)
IL “VIAGGIO” VISTO DALL’ARTE SACRA
Castel Sismondo, splendida fortezza malatestiana di Rimini, riapre i battenti con sei mostre promosse dal Festival Francescano e allestite fino al 3 novembre. Il trait d’union delle esposizioni è il tema del viaggio: dall’arte sacra a quella contemporanea, da Guercino a Burri. Il tema biblico della fuga in Egitto è visto attraverso gli occhi di tre pittori del ‘600: il ferrarese Ippolito Scarsella, il pittore cappuccino fra Semplice da Verona e il caravaggesco senese Antonio Galli detto lo Spadarino, pittori raffinati che dopo una stagione da protagonisti vengono accomunati da un destino appartato e “intimo”. Sempre al XVII secolo risale l’opera più rilevante dell’esposizione su Sant’Antonio di Padova, grande predicatore anche in Romagna. Si tratta del “Sant’Antonio di Padova con il Bambino” (1659) del Guercino, custodito nel Museo della Città di Rimini ma proveniente dalla chiesa di San Francesco di Paola. Al pellegrinaggio verso Santiago di Compostela, città che nel 2014 ricorderà il viaggio di San Francesco in Galizia, sono dedicati due allestimenti: il primo a cura del Consorzio Umbria & Francesco’s Ways, in collaborazione con la Confraternita di San Jacopo di Compostela in Perugia; il secondo dedicato alla figura del beato Amato Ronconi, terziario francescano del ‘200, il quale trascorse metà della sua vita sul cammino per Santiago, dedicandosi ai poveri e ai pellegrini. A un altro straordinario personaggio locale, fra Gioacchino da Montetiffi, è dedicata l’installazione che vuole ricordare, grazie alle immagini tratte dall’archivio fotografico della Provincia dei Frati Minori Cappuccini dell’Emilia-Romagna, la figura del frate questuante. Infine, 16 opere d’arte moderna e contemporanea propongono un viaggio attraverso il significato simbolico del colore con opere di Georges Mathieu (1921-2012), considerato uno dei principali esponenti dell’Espressionismo astratto, Max Bill (1908-1994), Tancredi Parmeggiani (1927-1964) ed Alberto Burri (1915-1995). (red)