(2 ott) Sarà capitato un po’ a tutti di mangiare un ragù alla bolognese o una pizza margherita e di pensare: ma cos’è questa “cosa” che sto mangiando? Un piatto della tradizione italiana mal preparato è un pessimo biglietto da visita per il nostro Paese. Per questo è opportuno proteggere e “certificare” la cucina made in Italy. In quest’ottica, a New York 128 ambasciatori del gusto italiano possono fregiarsi del marchio “Ospitalità Italiana, ristoranti italiani nel mondo”, che certifica la qualità e soprattutto l’italianità della cucina. È il risultato della tappa newyorchese del progetto lanciato da Unioncamere per combattere la contraffazione dei prodotti e delle ricette italiane che costa diversi miliardi l’anno alle produzioni del nostro Paese. “Abbiamo consegnato 74 nuove targhe – spiega il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello – ad altrettanti ristoranti di cucina italiana che tengono alta la bandiera dei nostri prodotti agroalimentari portando a 128 il totale dei ristoranti riconosciuti sul mercato newyorchese. Siamo stanchi come italiani di vedere sfruttato l’Italian sound, simbolo di eccellenza del mangiare e del bere, da operatori che di italiano non offrono nulla”. Per conquistare la targa i ristoratori hanno dovuto dimostrare di rispettare delle regole che obbligano ad avere menù, cuochi e personale anche italiani e soprattutto una percentuale consistente di vini, oli e ricette del nostro Paese. (Red)