Roma, 3 ott – In generale i ricercatori italiani all’estero rifiutano di essere catalogati come “cervelli in fuga”. Si sentono invece “talenti capaci di scegliere”, che cercano opportunità per mettersi alla prova. Non guardano indietro dal finestrino del treno, migranti per scelta intellettuale. Vanno dove li portano i loro interessi scientifici e personali. Vivono appartenenze plurime. È quanto emerge in un lavoro di ricerca riportato nel Rapporto italiani nel mondo 2013 della Fondazione Migrantes. (Red)