Bruxelles, 4 ott – 13,6 milioni sono i cittadini europei risiedenti in uno Stato membro diverso da quello d’origine; 6,6 milioni quelli che lavorano in uno Stato membro diverso da quello d’origine (il 3,1% della popolazione Ue) e 940mila quelli che vi cercano lavoro; 1,2 milioni i lavoratori europei transfrontalieri; 1,2 milioni quelli distaccati. La mobilità dei lavoratori all’interno dell’Unione europea è una realtà numericamente ancora modesta, ma in crescita. E la busta paga unica europea, progetto promosso dalle realtà venete di Ancl m(sindacato unitario dei consulenti del lavoro), Aniv (associazione degli ispettori di vigilanza) ed Eurosportello del Veneto, può essere uno strumento determinante alla sua agevolazione. Uno strumento da affiancare alle politiche che la Commissione sta adottando per favorire la libera circolazione dei lavoratori fra gli Stati membri. Ora l’obiettivo dei tre enti promotori è arrivare direttamente in Commissione per spingere l’emanazione di una direttiva per rendere la busta paga unica europea un documento ufficiale e obbligatorio.
(red)