(4 ott) Nel 2012, le entrate erariali derivanti dai giochi hanno fatto registrare una flessione del 7,1% rispetto all’anno precedente, essendo passate da 8,6 miliardi di euro a 8,0 miliardi. Il fenomeno, che trova corrispondenza in una “raccolta netta” (la spesa dei giocatori al netto delle vincite) diminuita a sua volta del 4,1% (da 18,1 miliardi a 17,4 miliardi), si confronta, invece, con una crescita esponenziale della “raccolta lorda” (il volume d’affari del settore), ormai prossima ai 100 miliardi, a seguito di un balzo dell’85% nell’ultimo triennio. E’ quanto si legge a pagina 19 del Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica curato dalla Corte dei Conti. I dati del 2012 confermano, da un lato, la relativa saturazione del settore e fanno ritenere che i risultati conseguiti in passato difficilmente potranno essere superati nel prossimo futuro. Dall’altro, sono il riflesso di un progressivo mutamento nelle scelte dei consumatori, più orientati verso tipologie di gioco che assicurano un’elevata percentuale di redistribuzione ai giocatori della raccolta lorda (cosiddetto payout) e implicano un breve lasso di tempo tra la giocata e il corrispondente evento/partita: si tratta, nella specie, degli apparecchi da intrattenimento (new slot e video lottery), verso i quali si concentra ormai il 54,3% della spesa complessiva dei giocatori (nel 2011 era stato il 51%) e il 51,7% delle entrate erariali (nel 2011 era stato il 45,3%).