New York – Giacomo Leopardi parla inglese. E’ stata pubblicata negli Usa e in Inghilterra – dopo sette anni di lavoro – la prima traduzione integrale dello “Zibaldone”: il diario personale che raccoglie gli appunti scritti dal poeta di Recanati tra il 1817 e il 1832. A tradurre i “disegni scritti” dell’autore de “L’infinito” un team di critici e linguisti: l’opera, infatti, non è soltanto una traduzione ma una vera e propria edizione in lingua inglese, che comprende apparati critici e filologici, note, indici e una lunga introduzione. Quest’opera non poteva non avere un tocco italiano: ha lavorato, infatti, al progetto una squadra di traduttori professionisti inglesi e americani, che hanno collaborato tra loro sotto la supervisione di Franco D’Intino, docente di Letteratura italiana e contemporanea alla Sapienza e direttore del “Leopardi Centre” – attivo fin dal 1998 presso l’Università di Birmingham – e di Michael Caesar (University of Birmingham), sotto gli auspici del Centro Nazionale di Studi Leopardiani. Nato a Roma, D’Intino ha conseguito la laurea alla Sapienza e il dottorato di ricerca a Roma Tre. Ha insegnato nelle università di Amsterdam e di Birmingham, poi all’Università di Perugia, infine alla Sapienza (dal 2006). Ha scritto e pubblicato anche su Pirandello, sulla letteratura nella stampa ottocentesca italiana, sulla ricezione della letteratura italiana novecentesca all’estero (Garzanti, Milano 2001) e – ancora – su Defoe, Richardson, Rousseau, Goethe, Alfieri, Sade, Wordsworth, Coleridge, Novalis. Oltre ad essere membro del Comitato scientifico del “Centro Nazionale di Studi Leopardiani” e direttore del Leopardi Centre è condirettore della collana di “testi e studi leopardiani” presso Marsilio. Il professore romano, è inoltre membro del comitato scientifico della “Rivista internazionale di studi leopardiani”. Il progetto dello Zibaldone in inglese si è basato su una approfondita attività di ricerca riguardante due problemi teorici cruciali connessi con la composizione del testo: l’uso delle citazioni e lo status dello Zibaldone all’interno dell’estetica romantica e post-romantica. Il lavoro di ricerca su questi filoni, e i due convegni che ne sono stati l’esito (rispettivamente presso l’ex facoltà di Studi orientali della Sapienza di Roma e l’Università di Birmingham), si sono svolti nell’ambito di una ricerca premiata dall’Arts & Humanities Research Council. L’opera, pubblicata negli Stati Uniti da Farrar Straus & Giroux, e in Gran Bretagna da Penguin Books (con il sottotitolo “The notebooks of Giacomo Leopardi”) è stata accolta sui maggiori quotidiani inglesi e americani da entusiastiche recensioni. La presentazione ufficiale è avvenuta a New York presso l’Italian Academy for Advanced Studies in America della Columbia University. (9colonne)