(10 ott) Indie, elettronica, pop e reggae. Tutto rigorosamente “made in Puglia”. Sono questi gli ingredienti della quattro giorni di musica in programma a Londra. Nella capitale britannica è tutto pronto, infatti, per la seconda edizione di “Puglia Sounds”. Erica Mou (nella foto), Mama Marjas, Fabryka, Insintesi, Miss Mykela sono solo alcuni degli artisti pugliesi protagonisti dell’evento organizzato da TIJ Events Ltd in collaborazione con Puglia Sounds e Pugliapromozione. Il programma di appuntamenti prende il via oggi e si concluderà domenica: “Puglia Sounds” vedrà alternarsi sui palchi di quattro importanti club londinesi una vasta rappresentanza di artisti della nuova scena musicale pugliese. Si inizia oggi, al club Hoxton Square Bar & Kitchen, tra i più trendy di Londra: in scena il trio Moustache Prawn e i Girl With The Gun che presenteranno il nuovo cd in uscita a novembre. Non mancheranno il duo Flowers or Razorwire e il duo di musica elettronica A Copy For Collapse. Domani, invece, presso il club The Waiting Room sono in programma i concerti di Life & Limb aka Populous, progetto del dj/producer salentino Populous e del newyorkese Short Stories, Luminodisco progetto dance di Federico Costantini, 2D Noize duo pugliese prodotto dall’etichetta Main Course e il duo di musica elettronica Redrum Alone. Sabato 12 ottobre al Water Rats – storico club londinese che ha ospitato il primo live di Bob Dylan – sul palco approderà Erica Mou: giovane e affermata cantautrice prodotta dalla Sugar. Con lei la formazione indie pop Fabryka che presenterà il nuovo cd Echo prodotto da Max Casacci e Tommaso Cerasuolo. Infine domenica 13 ottobre presso il club Hootananny Brixton, tempio londinese del reggae che lo scorso anno si è aggiudicato il premio come miglior club UK, grande chiusura di Puglia Sounds in London con il duo salentino Insintesi che mescola sonorità urbane del dub con le melodie del reggae salentino e della musica etnica mediterranea. In concerto anche la cantante Miss Mykela e la regina del reggae italiano Mama Marjas. (PO/red)