(11 ott) Cosa accadeva nei campi di concentramento sovietici? Cosa è stato raccontato? Il mondo ricorda oppure no la storia dei “campi di lavoro correttivi”? Colmare il vuoto di memoria che per decenni, in Italia e in Europa, ha caratterizzato la storia delle persecuzioni e degli stermini compiuti nei gulag sovietici è la motivazione che ha spinto l’Università di Macerata a realizzare un ambizioso progetto didattico e scientifico. E ora l’Unione Europea è pronta a finanziare il progetto internazionale. Il dipartimento di Scienze Politiche, della Comunicazione e delle Relazioni Internazionali dell’ateneo marchigiano è, infatti, risultato vincitore di un progetto europeo, nell’ambito dell’azione 4 (Active European Remembrance) del programma “Europe For Citizens” e beneficerà di uno stanziamento di 97 mila euro dall’Unione Europea. Il progetto – dal titolo “Amnesia Gulag in Europe” – è coordinato da Natascia Mattucci, ricercatrice di Filosofia Politica e si avvale della collaborazione scientifica di Gianluca Vagnarelli, docente di analisi del Linguaggio politico, e il supporto tecnico dell’ufficio ricerca del Dipartimento. Le attività didattiche e scientifiche prenderanno il via a dicembre e per i successivi diciotto mesi, affiancheranno l’allestimento della mostra “Gulag” del fotografo Tomasz Kizny nelle città di Macerata, Ascoli Piceno e in una delle province di Trento e Bolzano. Più specificamente, attraverso l’ausilio di esperti, verranno organizzate visite guidate alle mostre, corsi di formazione per insegnanti delle scuole secondarie, conferenze pubbliche e una giornata conclusiva di approfondimento scientifico e confronto tra studiosi italiani e lituani. Le attività saranno particolarmente orientate al coinvolgimento di studenti medi e universitari, insegnanti, ricercatori e semplici cittadini con l’obiettivo di contribuire alla diffusione di una memoria condivisa quale condizione per un proficuo processo di costruzione di una solida cittadinanza europea. (Gil)