“Il festival riparte dalla festa, in attesa di una riflessione che possa affinarne la linea”. Nel corso della conferenza stampa, tenutasi presso la Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica, Marco Muller, direttore artistico del Festival internazionale del film di Roma, ha rivelato alcune delle caratteristiche della sua ottava edizione, con l’adesione del Presidente della Repubblica e prodotta dalla Fondazione Cinema per Roma, in programma dall’8 al 17 novembre. Per dieci giorni, l’Auditorium diverrà, dunque, il punto di riferimento per tutti gli appassionati di cinema e non, ospitando proiezioni, mostre, eventi e dibattiti, come quelli con il regista premio Oscar Jonathan Demme e Tsui Hark, regista che ha guidato la rivoluzione del cinema di Hong Kong a partire dalla fine degli anni Settanta. Nel quadro degli eventi in calendario, ancora da definire, la struttura firmata da Renzo Piano sarà, inoltre, affiancata dal Maxxi (Museo nazionale delle arti del XXI Secolo), dalla Casa del Cinema a Villa Borghese e dal cinema multisala Bernini, come altri luoghi di proiezioni, convegni e del Mercato internazionale del Film. La selezione ufficiale del festival – la cui giuria sarà presieduta dal regista statunitense James Gray – si basa su un concorso internazionale di 18 film (di cui 12 in prima mondiale), un fuori concorso (tra cui 6 proiezioni in prima mondiale) che ospita le proiezioni di gala del 2013, la linea di concorso CinemaXXI – dedicata alle nuove correnti del cinema mondiale – e il concorso di Prospettive Doc Italia, che fa il punto sulle nuove linee di tendenza del cinema italiano documentario italiano. “Abbiamo deciso di insistere sul cinema italiano, ma cercheremo di interessarci anche a cinema meno noti e più lontani”, afferma Muller, giustificando, simbolicamente, la scelta di aprire il fuori concorso con “L’ultima ruota del carro” (2013), il nuovo lavoro di Giovanni Veronesi, e chiudere il concorso internazionale con il fantascientifico “Sou Duk / Saodu (The White Storm)” (2013) di Benny Chan, pluripremiato regista, produttore e sceneggiatore cinese. Il festival, impreziosito ogni sera dalla presenza di uno o più divi hollywoodiani, renderà, poi, omaggio ad alcuni protagonisti del cinema italiano recentemente scomparsi, come Giuliano Gemma e Carlo Lizzani, attraverso le proiezioni di “Arrivano i Titani” (1962), in cui appare l’attore allora giovanissimo, e “Il Processo di Verona” (1962) del regista, senza dimenticare il tributo, in occasione del ventennale della sua scomparsa, a Federico Fellini con i ritratti “L’Altro Fellini” (2013) di Roberto Naccari e Stefano Bisulli e “Federico degli Spiriti” (2013) di Antonello Sarno. “Roma è la piattaforma giusta per mettere in mostra opere prime e seconde”, continua Muller, selezionate in maniera spontanea, “senza aver fatto ricorso a particolari temi o linee guida”. “Ci aspettiamo di stupirvi con il cinema italiano – conclude il direttore artistico -, oggi in fermento nonostante la crisi, così come con i film non in concorso”. (14 ott – Mfe)
