Roma, 16 ott – “Tanto vergognosa la pagina del rastrellamento del ghetto di Roma e tanto gravi le colpe preesistenti del regime fascista da chiedersi come sia stato possibile per l’Italia ed Israele sviluppare e mantenere relazioni positive fin dall’inizio”: così scrive l’ex ministro degli Esteri, Franco Frattini, nell’ultimo numero della rivista Formiche. “Di sicuro il radicale mutamento del quadro geopolitico e la presenza di leader illuminati come David Ben-Gurion e Alcide De Gasperi hanno giocato un ruolo decisivo” fa notare Frattini. “Ma c’è dell’altro – aggiunge l’ex ministro -. C’è qualcosa di più profondo se Italia ed Israele, con le ferite della più grande tragedia della storia ancora fresche, erano già in grado di immaginare una strada comune da percorrere in amicizia”. “Il comportamento della Chiesa da una parte e quello della gente comune romana dall’altra: è in questi elementi che si rivela quanto saldo e quanto sincero fosse il sentimento di rispetto a fratellanza nutrito dagli italiani nei confronti del popolo ebraico, e quanto nessuna forza occupante al mondo fosse in grado di spegnere quella fiammella di umanità. Perché certi legami sono più forti di tutto, anche dell’orrore”, conclude Frattini.
(red)