Le tendenze del rischio di ammalarsi di tumore presentano livelli più elevati nelle aree del centro-nord e più bassi per il sud. Tuttavia le differenze riscontrate in passato tra nord e sud, rispettivamente ad alto e basso rischio tumorale, tendono a ridursi nel tempo e in alcuni casi a ribaltarsi. Emerge da uno studio dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dell’Istituto superiore di sanità (ISS) e dell’Associazione Italiana dei Registri Tumori (Airtum), pubblicato sul sito www.tumorionline.it. L’incidenza del tumore della mammella infatti aumenta molto più velocemente nelle regioni meridionali rispetto al resto del paese, al punto che i livelli, stimati negli anni recenti, raggiungono e superano i valori del centro-nord. Lo svantaggio del sud Italia si osserva anche dalle tendenze recenti della mortalità che, riducendosi più lentamente rispetto alle altre aree italiane, eguaglia e supera i livelli delle regioni centro-settentrionali. Anche per il tumore del polmone maschile si osservano cambiamenti rispetto al passato, l’incidenza, storicamente più elevata nel centro-nord, si riduce prima e in maniera più accentuata rispetto al Meridione, tanto che negli anni recenti si stimano, per la prima volta, per le regioni meridionali livelli superiori a quelli del resto d’Italia. La mortalità a causa di una sopravvivenza ancora molto bassa presenta andamenti simili a quelli dell’incidenza. (red – 16 ott)