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PARI OPPORTUNITA’, TRA 55 E 65 ANNI BASSA ISTRUZIONE PER IL 46,6% DONNE

it@withub.it by it@withub.it
17 Ottobre 2013
in In evidenza top news
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Roma, 17 ott – Il 46,6% delle donne tra i 55 e i 65 anni ha una quota ancora significativa di bassa istruzione, si registra però un livello più elevato di istruzione nel 23,2% di donne occupate; il 74,5% è fuori dal mercato del lavoro (di cui il 28,4% casalinghe) e nell’83,7% dei casi le donne comprese in questa fascia d’età hanno figli oppure figli e nipoti. Sono i dati più rilevanti emersi dal rapporto “Mens sana in corpore sano: policies and instruments for an healthy and dignified active ageing for elderly women”, realizzato dall’Irs (Istituto per la ricerca sociale) e promosso dal dipartimento per le Pari opportunità nell’ambito del programma comunitario “Progress”, relativo a politiche e interventi “a favore di un invecchiamento sano, attivo e dignitoso”. Per la ricerca è stato intervistato un campione di 3.894 donne rappresentativo dell’universo delle donne italiane per aree territoriali (Nord, Centro, Sud ed Isole) e per condizioni occupazionali. L’indagine ha approfondito poi i carichi di lavoro delle donne tra i 55 e i 65 anni, all’interno della propria cerchia familiare, per le attività di cura ed assistenza di minori di 15 anni, anziani non autosufficienti e persone con disabilità presenti. Da questo punto di vista le donne con anziani non autosufficienti o persone con disabilità nella cerchia della propria famiglia sono impegnate in lavori di cura ed assistenza in misura mediamente superiore a quella delle donne nella cui cerchia familiare vive un minore di 15 anni (il 60,5% contro il 52,4%). Tuttavia, mentre nella cura e nell’assistenza ai minori di 15 anni, le donne ricevono quasi esclusivamente l’aiuto dei propri familiari (ridotto infatti il ricorso a colf, baby-sitter o ad altre soluzioni esterne alla famiglia), nel caso della cura ed assistenza ad anziani non autosufficienti o a persone con disabilità le donne, accanto all’aiuto dei famigliari, ricevono anche quello delle assistenti famigliari (nel 23,5% dei casi). (Red – 17 ott)

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