“In Italia l’ epidemiologia del diabete di tipo 1 presenta un quadro che vede il trend in netta crescita: i casi infatti sono aumentati di dieci volte negli ultimi 30 anni rispetto alle tre volte dei casi negli adulti. Peculiare anche la distribuzione regionale, con il picco in Sardegna (35-40 casi ogni 100mila bambini per anno), a cui seguono Liguria e Lombardia (con 10-15 casi ogni 100mila bambini per anno) mentre le altre Regioni tra cui Campania, Abruzzo e Molise si assestano su una media di 6 casi ogni 100mila bambini per anno. In Europa invece il primato negativo è della Finlandia con una media di 60-80 casi ogni 100mila bambini per anno”. Lo afferma Francesco Chiarelli, direttore della Clinica Pediatrica dell’ Università di Chieti e presidente della Società Europea di Endocrinologia Pediatrica (Espe), in base a dati emersi dal Congresso mondiale di Endocrinologia Pediatrica che si è svolto a Milano. “L’ obiettivo in termini di ricerca – aggiunge – è quello di affrancare i bambini dal disagio delle infusioni quotidiane. Siamo sulla buona strada: esistono già pompe da infusione che possono essere impostate per un rilascio programmato di insulina. Il dispositivo viene applicato all’ altezza dell’ addome con un accesso sottocutaneo. Ma negli ultimi anni il sistema si è evoluto affiancando all’ infusore un sensore capace di rilevare il livello di glucosio nel sangue in maniera automatica, comunicarlo wireless alla pompa ad ansa chiusa che a quel punto rilascia o blocca l’ insulina a seconda delle reali necessità dell’ organismo”. Il Progetto DREAM (Diabetes Wireless Artificial Pancreas Consortium) ha verificato con successo l’ efficacia e la sicurezza del dispositivo in un campione di ragazzi tra i 10 e i 18 anni in Israele, Germania e Slovenia. (red-21 ott)