L’aumento delle vendite al dettaglio ad agosto spinta dagli alimentari (+1 per cento) si spiega purtroppo soprattutto con il fatto che 3 milioni di italiani in più rispetto allo scorso anno sono rimasti a casa ad agosto e hanno continuato a fare la spesa perché hanno tagliato le vacanze, ma anche i pasti ai ristoranti, pizzerie e trattorie. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare i dati Istat sul commercio al dettaglio ad agosto che aumentano dell’uno per cento per gli alimentari e in particolare dello 0,6 per cento negli ipermercati, dell’1,3 nei supermercati e del 3,6 per cento nei discount alimentari mentre calano dello 0,9 per cento i piccoli negozi. Nel mese di agosto di quest’anno un numero maggiore di italiani – sottolinea la Coldiretti – è stato costretto a rimanere a casa, ma anche molti di quelli che sono andati in vacanza hanno preferito andare ad acquistare i prodotti alimentari nel commercio al dettaglio piuttosto che mangiare fuori casa come dimostra la grave crisi che ha subito la ristorazione turistica. Purtroppo la crisi continua a pesare ancora molto sui consumi e costringe gli italiani ad una spending review che riguarda i luoghi di consumo alimentare e le modalità di fare la spesa. Con la crisi si dice addio al negozio di fiducia e quasi la metà degli italiani (47%) si reca in diversi esercizi commerciali per acquistare il prodotto che cerca dove costa meno, magari aiutati da internet e volantini sui quali è guerra nel pubblicizzare offerte speciali e sconti, secondo l’indagine Coldiretti-Ixe’ a ottobre 2013. Con il 71 per cento dei consumatori che dichiara di confrontare con piu’ attenzione rispetto al passato i prezzi, gli italiani – sottolinea la Coldiretti – sono costretti a trasformarsi in veri detective della spesa: il 62 per cento va a caccia delle offerte speciali 3 per 2 e degli sconti e il 42 per cento cerca sempre e comunque i prodotti che costano meno. Mai come nel passato – sottolinea la Coldiretti – fare la spesa è diventata una sfida alla ricerca della maggiore convenienza che richiede fatica e tempo, portando gli italiani a fare la spola tra diversi negozi per risparmiare. A cambiare – conclude la Coldiretti – sono anche le tipologie di prodotti che si mettono nel carrello con il 49 per cento degli italiani che preferisce acquistare prodotti locali e solo l’11 per cento quelli di una grande marca nazionale, mentre per il 32 per cento è indifferente e si guarda solo al prezzo o alla qualità. (Red – 25 ott)