Parigi – Luoghi affollati come le stazioni di una metropolitana rappresentano sempre potenziali obiettivi per il terrorismo internazionale. La metro di Parigi – ma non solo – da oggi potrà essere più sicura anche grazie al contributo dell’Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile. Si è concluso infatti con successo il primo esperimento al mondo che utilizza un sistema di sensori per la rivelazione a distanza di sostanze pericolose (esplosivi e loro precursori) effettuato presso la stazione François Mitterand di Parigi lo scorso giugno 2013. Si tratta del progetto speciale Standex, finanziato dalla Nato-Russia Council (Nrc) tramite il programma Nato-Science for Peace and Security, nell’ambito del quale è stato affidato all’Enea uno dei quattro compiti tecnologici di ricerca. L’attività di ricerca ha riguardato sia lo sviluppo del sensore critico e il suo inserimento in un ambiente ad alta affluenza di persone, sia la sua integrazione e gestione in un network di sensori, per consentire di operare con tutti i fattori ambientali che si possono presentare: polveri, umidità, interferenti, rumori elettromagnetici ecc. La parte progettuale prevedeva lo sviluppo di un sensore laser in grado di rilevare a distanza (senza contatto) sostanze esplosive e loro precursori presenti in tracce sugli indumenti dei passeggeri all’interno di una metropolitana. La sperimentazione ha permesso di verificare che lo strumento sviluppato dall’Enea è in grado di fornire allarmi in tempo reale al sistema di controllo per la gestione della struttura critica da proteggere (metropolitana, aeroporto, stazione ferroviaria, ecc.), rispettando al contempo i severi requisiti di sicurezza per l’esposizione delle persone alle radiazioni permesse. (9colonne)