Per ogni detenuto si spendono, per tre pasti al giorno, meno di 4 euro, e per le attività trattamentali e rieducative la spesa prevede meno di 20 centesimi. Negli ultimi dieci anni, a fronte dell’aumento della popolazione nelle carceri italiane, si ha una costante erosione delle risorse a disposizione, mentre proprio a causa del sovraffollamento e delle inumane condizioni di vita intramurarie l’Italia sarà costretta dalla Corte europea dei Diritti dell’Uomo a indennizzare i detenuti che vi hanno fatto ricorso. Questi e altri dati saranno commentati e approfonditi in occasione del 46.mo convegno nazionale del Seac (Coordinamento Enti e Associazioni di Volontariato Penitenziario), che si tiene oggi e domani a Roma e dedicato al terma “I costi del carcere”. I lavori avranno inizio questa mattina presso il carcere di Regina Coeli dove si parlerà dei “Costi (umani) del carcere”. Si sposteranno poi nel pomeriggio all’Istituto Maria Bambina per approfondire il tema “Dal sociale al penale, senza ritorno” dove riprenderanno domani mattina con “Le cifre della reclusione e dell’esclusione tra crisi dei diritti e impegno sociale’. Interverranno, tra gli altri, Ignazio Marino, sindaco di Roma, Luisa Prodi, presidente del Seac; Giovanni Tamburino, capo Dipartimento Amministrazione Penitenziaria; Mauro Mariani, direttore del Carcere di Regina Coeli, Vittorio Trani, cappellano del Carcere di Regina Coeli; Roberto Rossi, componente Csm; Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale, Alberto Bellet, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Roma, Giorgio Pighi, sindaco di Modena, oltre a giuristi ed esperti. (8 nov – red)