Torna da oggi al 10 dicembre “Desideri all’asta”, l’asta benefica online a favore di Amnesty International che, giunta alla 13esima edizione, quest’anno è dedicata al gravissimo problema della violenza domestica e del femminicidio in Italia. Grazie al contributo di molti “amici” del mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport che in oltre un decennio hanno offerto il proprio sostegno ad Amnesty International, a essere in vendita su ebay.it/charity sono abiti o accessori indossati in occasioni speciali, strumenti musicali, opere d’arte, il backstage di uno spettacolo oppure un po’ di tempo da trascorrere in compagnia del proprio artista preferito. Hanno aderito a questa edizione Caparezza, Cristina Chiabotto, Carmen Consoli, Cesare Cremonini, Elio e le Storie Tese, Ligabue, Mara Maionchi, Piero Pelù, Daniele Silvestri, Claudio Santamaria, Vasco Rossi, Elisa, Simone Rugiati, Carlo Cracco, Annalisa, Filippo Timi, Paolo Conte, Max Pezzali, Antonio Albanese e Dario Fo. Per partecipare all’asta, basta iscriversi al sito www.ebay.it anche attraverso il sito www.amnesty.it e rilanciare sul prezzo di partenza, che per tutti i lotti è di 1 euro. Nel nostro Paese la violenza domestica nella sfera privata non viene denunciata in oltre il 90 per cento dei casi. Nell’ultimo decennio, il numero di omicidi da uomo su uomo è diminuito, mentre è aumentato il numero di donne uccise, in quanto donne, per mano di un uomo: oltre 100 ogni anno. In circa la metà dei casi il colpevole è un partner o ex partner e solo in circostanze rare si tratta di una persona sconosciuta alla donna. Per fermare il femminicidio e la violenza contro le donne Amnesty International chiede al governo italiano una legge specifica sulla parità di genere e sulla violenza contro le donne, il mantenimento e aumento dei centri accoglienza per donne vittime di violenza, nonché un adeguato coordinamento tra la magistratura, la polizia e gli operatori sociosanitari che si occupano di questo tipo di violenza. Infine, una maggiore sensibilizzazione della società civile e dei media al fine di una rappresentazione non stereotipata delle donne e degli uomini. (PO / red – 12 nov)