(26 nov ) Prosecco, Soave, Valpolicella Ripasso, Amarone. “Chi beve vin no more mai” dice un proverbio veneto. Il detto popolare racchiude in sé tradizione, storia e cultura. Chi dice Veneto dice, infatti, una terra dove la cultura enologica è ben salda. Il Veneto poi, con le sue tradizioni secolari nella produzione del vino è in testa alle regioni italiane per quantitativi prodotti. E oggi – grazie al vincente mix di qualità e tradizione – i vini veneti guardano sempre più lontano. Sono passati secoli ma quel “Vino de Venegia” che i mercanti della Serenissima resero famoso in tutto il mondo è, infatti, ancora tra i più apprezzati all’estero. E oggi i vini veneti tornano ad esplorare l’estremo Oriente: in viaggio sulla via della seta ci sono i Consorzi e le cantine rappresentate dall’Unione dei Vini Veneti Doc. La missione sulle orme di Marco Polo ha coinvolto un gruppo di 10 aziende con l’obiettivo di proporre e far conoscere i loro prodotti in Corea del Sud, a Seoul e a Singapore. Nei giorni scorsi, infatti, a Seoul si sono susseguiti incontri ed intense sessioni di degustazione introdotte da importanti professionisti del settore. Il professor Kirchul Lee, docente di lingua Italiana presso l’università di Seoul e profondo conoscitore delle opere liriche e delle tradizioni del nostro Paese, ed Edwin Soon, noto sommelier, relatore ed autore di libri relativi a vino e cibo, hanno condotto i tasting nella capitale della Corea del Sud e a Singapore, davanti ad un’attenta platea di circa 70 buyer, importatori, ristoratori e intenditori. Ma oltre all’aspetto commerciale U.Vi.Ve. incassa un successo anche istituzionale, con incontri e riconoscimenti ufficiali, come quello con l’Ambasciatore Italiano a Seoul Paolo Crudele. “Siamo molto soddisfatti: la possibilità di poter approfondire la conoscenza dei nostri vini e di rafforzare la presenza in questi paesi ci è stata confermata da importanti conoscitori di questi mercati – afferma Arturo Stocchetti, presidente di U.VI.VE. -. Ancora una volta, U.Vi.Ve. dimostra di essere una realtà in cui le aziende credono. La presenza di un numero sempre maggiore e diversificato di Consorzi e Cantine a queste nostre iniziative internazionali ci dimostra che stiamo seguendo la strada giusta”. (Gil)