(27 nov) – L’olio italiano va alla grande in Russia: il nostro Paese, con circa 4.500 tonnellate di olio nel 2012, occupa il secondo posto come paese fornitore in Russia di oli di oliva vergini. Il prodotto targato made in Italy ha registrato una progressione del 15% rispetto al 2011 e detiene una quota di mercato pari al 23%. Nei primi mesi del 2013 si è registrato un rallentamento, in parte riconducibile ad un effetto “contagio” dall’Eurozona. Le stime più recenti prevedono per l’anno in corso una crescita del Pil russo minore del 3%. Questi i dati che emergono dal seminario sul mercato mondiale dell’olio di oliva che Unaprol ha organizzato a Mosca nell’ambito del primo contratto di filiera dell’olio extra vergine di oliva siglato con il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali. L’iniziativa è in coincidenza con il Vinitaly Russia e con la collaborazione di Veronafiere. Protagonisti di questa anteprima gli oli extra vergini di oliva a marchio Fai e delle aziende: Redoro Frantoi Veneti di Grezzana (Vr), Società Agricola Trevi il Frantoio di Trevi (Pg), Oleificio Guglielmi di Andria (Bat), Oleificio Cooperativo Paladino di Palo del Colle (Ba); Lucchi e Guastalli (La Spezia) e Accademia Olearia (Alghero). L’obiettivo è quello di sensibilizzare verso un prodotto di diversa e di alta qualità buyer e stampa specializzata attraverso degustazioni guidate dei diversi profili sensoriali. “I consumatori russi – spiega una nota di Unaprol – sono attratti dai prodotti unici e di qualità. In questo contesto, vi sono buone possibilità per gli oli extra vergini di oliva italiani, riconosciuti universalmente per il valore aggiunto conferito dall’origine made in Italy. In una recente indagine tra i consumatori moscoviti risulta che oltre il 40% di essi associa al termine gustoso i prodotti enogastronomici di provenienza italiana e per il 25% quello italiano è prodotto di alta qualità”. (Red)