(29 nov) C’è qualcuno pronto a superare le “correnti gravitazionali” ma l’amore, la musica e Franco Battiato questa volta non centrano. Centra invece la ricerca, lo studio, l’esplorazione e la scoperta dell’universo. L’universo gravitazionale sarà, infatti, uno dei due temi scientifici che verranno esplorati dalle due prossime grandi missioni dell’Agenzia Spaziale Europea. Lo ha deciso oggi il “Science Programme Committee” dell’Esa. La missione di riferimento per l’esplorazione dell’universo Gravitazionale è l’“evolved Laser Interferometer Space Antenna”’ ovvero eLISA. La missione studierà l’universo in maniera completamente differente da qualunque altra missione spaziale, rivelando onde gravitazionali. Un passo importante e rivoluzionario. L’osservazione delle onde gravitazionali da e nello spazio risponderà, infatti, a domande fondamentali sulla natura e origine dell’universo. Secondo la decisione dell’Esa, eLISA sarà la terza delle grandi missioni, dopo Juice e Athena+. E tra onde, pianeti, stelle e galassie un protagonista italiano: Stefano Vitale dell’Università di Trento e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Vitale è, infatti, il responsabile scientifico di Lisa Pathfinder. “L’esplorazione dell’universo gravitazionale, possibile soltanto attraverso un osservatorio spaziale, rivoluzionerà l’astrofisica, la cosmologia e la fisica fondamentale” commenta oggi il membro del team scientifico di eLISA e Principal Investigator della missione Lisa Pathfinder. “Per questo motivo – aggiunge Vitale – si tratta di una decisione molto importante. L’Esa lavora da molti anni alla possibilità di realizzare un osservatorio del genere, con il contributo fondamentale dell’Asi e di altre agenzie europee e lo fa sviluppando proprio la missione Lisa Pathfinder. Questa missione sarà lanciata fra un anno e mezzo e realizzerà un completo test in orbita della strumentazione necessaria per osservatori di questo tipo. L’osservazione delle onde gravitazionali – precisa – fornirà una visione penetrante dei fondamenti della gravitazione e della teoria di Einstein che aveva previsto queste onde nel 1916. Un osservatorio di onde gravitazionali rivelerà dei capitoli nascosti della storia dell’universo, ascoltando le onde prodotte dai buchi neri in collisione, da migliaia di stelle binarie e probabilmente dallo stesso Big Bang. Osservando come le onde gravitazionali, emesse da buchi neri in collisione, vengono distorte nel propagarsi attraverso l’universo in espansione, l’osservatorio studierà anche la misteriosa energia oscura che pervade il cosmo”. (red)