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Per Salvatore Medici
“Al sud c’è fermento”

it@withub.it by it@withub.it
29 Novembre 2013
in Archivio speciali - Libri
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PER SALVATORE MEDICI “AL SUD C’E’ FERMENTO”

Una dichiarazione d’amore verso il suo “Sud”, in particolare verso il Vallo di Diano (Salerno), fatta da chi da alcuni anni vive il suo indissolubile legame con le proprie radici, con la propria terra e con la propria gente fisicamente da lontano – per motivi di lavoro – ma non per questo meno intensamente. E’ questo l’input alla base di “Fermento – Al Sud c’è Fermento”, volume edito da Segnali Forti che raccoglie 21 articoli scritti dal giornalista Salvatore Medici a cavallo tra il settembre 2011 e l’aprile 2012. Il libro è stato presentato nei giorni scorsi a Sala Consilina presso  l’Auditorium “Gatta”, in occasione della prima teatrale del nuovo spettacolo “S.U.D.”, diretto dal maestro Enzo D’Arco e portato in scena dalla cooperativa culturale “La Cantina delle Arti”, che proprio dal volume di Salvatore Medici trae spunto e ispirazione. Come nelle più grandi storie d’amore il (momentaneo) distacco fisico non annienta i sentimenti ma li amplifica, diventando  allo stesso tempo occasione di rielaborazione e analisi. Visti da lontano i vizi e le virtù dell’amato “Meridione” acquistano lucidità e nitidezza, ed attraverso la “penna” del giornalista – originario di Polla e oggi residente in Svizzera – prendono vita anche sulla carta, attraverso uno stile a tratti sorprendente e di certo non convenzionale. Medici sceglie, infatti, un linguaggio diretto e senza mediazioni, nel quale pensieri e sensazioni vengono rivelati così come – volta per volta – affluiscono nella mente e nel cuore. Un chiaroscuro di contrasti che vive sull’onda dell’emotività e che rinuncia volutamente alla ricerca della perfezione letteraria, preferendo “fissare” come in una istantanea il flusso spesso inarrestabile delle percezioni. Nei cinque capitoli (più un epilogo) di “Fermento – Al Sud c’è Fermento” articoli scritti in modi e tempi diversi trovano una collocazione logica per pennellare un affresco che racconta la realtà del Sud, del Vallo di Diano e di un giovane emigrante. Dalla dolorosa ma liberatoria presa di coscienza di “Io, Noi, Voi” il viaggio fisico e metaforico intrapreso dall’autore passa attraverso l’analisi a volte spietata de “Il Nostro Paese, noi Italiani”, e si sofferma sui dannosi, persistenti e dilaganti “Istinti Politici, comportamenti dis-umani”. (red)

“CHIARA PASTICCERA”, LE RICETTE DA PREPARARE SENZA L’AIUTO DEGLI ADULTI

La mattonella matta, le rosette del deserto, le palline di neve. Sono solo alcuni dei dolci che si possono trovare in “Chiara pasticcera. 54 ricette da preparare senza l’aiuto degli adulti, senza utilizzare elettrodomestici, forno e fornelli!” (Falzea, pp. 224, 15 euro) di Alessandro Corallo. E’ Chiara la protagonista di questo libro: ha dieci anni ed è già appassionata di cucina, le sue ricette preferite sono i dolci. Durante le vacanze estive in campagna, la nonna le ha insegnato i segreti della pasticceria. Non solo ingredienti e modalità di preparazione, ma anche il metodo per inventare nuove incredibili ricette con tanta fantasia. Ma la cosa eccezionale è che Chiara prepara i suoi dolci da sola, non ha bisogno dell’aiuto degli adulti. Non utilizza elettrodomestici, forno e fornelli, aggiunge gli ingredienti che le occorrono alla lista della spesa della mamma e poi fa tutto da sola. I dolci di Chiara sono buoni, molto belli e fantasiosi. Insieme alle sue amiche ha fondato il “Dolce Club”: ogni settimana parlano, scherzano, organizzano feste e fanno una “megamerenda”. (red)

L’ABRUZZO RACCONTATO DALLE FOTOGRAFIE DI GIORGIO MARCOALDI

Un viaggio nel tempo durato cento anni porta Giorgio Marcoaldi a confrontarsi con Estella Canziani, una antropologa inglese che, nell’agosto 1913, visitò alcune località abruzzesi e immortalò con illustrazioni e disegni i paesaggi e le tradizioni della regione. Da questa esperienza nasce “Abruzzo, un viaggio nel tempo”, un libro che racchiude un itinerario visivo e culturale che attraversa le stesse città documentate nel volume di Estella “Attraverso gli Appennini e le terre degli Abruzzi” del 1928, dimostrando come due guerre mondiali, lo sviluppo e l’industrializzazione hanno lasciato incontaminati alcuni angoli nascosti d’ Italia. Il libro, opera prima della casa editrice CEMultimedia, ripercorre il cammino compiuto da Estella Canziani, accompagnata dal padre Enrico – presidente del comitato di Londra della Società Dante Alighieri dal 1912 al 1922 – attraverso i borghi di Castelvecchio, Santo Stefano, Calascio, Caste del Monte, Scanno, Cocullo e L’Aquila. Non solo immagini, ma anche una grande ricerca etnologica alla base di “Abruzzo, un viaggio nel tempo”. Partendo dalle testimonianze riportate da Estella Canziani, un patrimonio indiscusso per gli studi regionali, l’ antropologa e ricercatrice etnografica Annunziata Taraschi ha collaborato nella stesura del volume. Il suo lavoro ha dimostrato che, come i paesaggi sono rimasti incontaminati, anche la memoria culturale si è “cristallizzata”. Annunziata Taraschi è rimasta affascinata dalla meticolosità con la quale Canziani propose la ricerca della memoria sia materiale (monili, utensili e gioielli), sia immateriale con filastrocche, proverbi e dialetti, parlati dalla maggioranza della popolazione dell’epoca che per il 90% era analfabeta. Estella Canziani, infatti, si fece aiutare da orafi e sacerdoti per comunicare con gli abitanti dei borghi. In parallelo, anche Giorgio Marcoaldi si è avvalso della collaborazione di alcune persone del posto e quindi non è stato difficile ricreare le situazioni proposte dalla ricercatrice inglese. (Fac)

OTTO AUTORI, OTTO STORIE E OTTO DELITTI PER UN “GIALLO NATALE”

Un sereno Natale in famiglia? Rilassanti vacanze in compagnia di amici e parenti? I lettori possono scegliere, in alternativa, di passare le vacanze natalizie in compagnia di otto autori, otto storie e otto delitti. In un lussuoso hotel di Saint Moritz circondato dalla neve, un ospite insospettabile medita un’antica vendetta. Sulla riviera ligure battuta dai freddi venti invernali viene inspiegabilmente uccisa un’anziana signora che sembra nascondesse incredibili ricchezze. Il Natale che una donna aveva sognato si rivela invece un incubo che ha come protagonista il suo amante. Anche la famiglia del giovane banchiere Teo Sciandra vivrà una vigilia di Natale al cardiopalma: cosa cela dentro di sé questo marito e padre all’apparenza integerrimo? Due coppie di turisti in vacanza in un luogo esotico, abbandonati in mare durante un’immersione, approdano su un’isola deserta abitata da pericolosi varani. Un misterioso scarabeo scatena eventi fatali. In Sardegna, poco prima di Natale, il mistero sul corpo decapitato di una giovane donna mette a dura prova la competenza del commissario Calìa. Un’improvvisa morte tra gli industriali delle lampadine a incandescenza (con un salto all’indietro che ci porta nel 1924) getta una luce inquietante sull’incontro internazionale. Casi di cronaca realmente accaduti o pura finzione letteraria: indagini serrate, commissari o criminologi all’opera, vittime in fuga per aver salva la vita. Tutto questo è “Giallo Natale. 8 autori, 8 storie, 8 delitti” (Newton Compton, pp.384, 9,90 euro) di Massimo Lugli, Fabio Delizzos, Lorenza Ghinelli, Gianmichele Lisai, Marcello Simoni, Davide Mosca, Massimo Pietroselli e Silvia Montemurro. (red)

“VIVERE SENZA SLOT”, LE TESTIMONIANZE E LE INCHIESTE

Al confine tra la narrativa e il giornalismo d’inchiesta, il libro “Vivere senza slot. Storie sul gioco d’azzardo tra ossessione e resistenza” (Nuova dimensione, pp. 160, 16 euro) di “Collettivo Senza Slot”, affianca agli eloquenti dati sul dilagare incontrollato del fenomeno, storie significative: dal barista messo sotto scacco dalle concessionarie di slot machine all’installatore che, pur vivendo di questo business, vorrebbe poter tornare a installare flipper e videogames. Dall’angoscia della cassiera di un bar nel non riuscire a trovare la risposta giusta da dare a un minorenne, a un anziano o a un povero che le chiedono di cambiare dei soldi per giocare al videopoker, fino alle sorprendenti alleanze trasversali contro “la piaga sociale” che mettono fianco a fianco il vescovo e il centro sociale antagonista. Un testo in cui si affrontano, sempre prendendo voce da testimonianze e narrazioni, argomenti come il declino del Nord, sempre di più preda degli interessi economici della criminalità organizzata; il dramma dei giocatori patologici e di quelli cosiddetti “normali”; l’ipocrisia della comunicazione propagandistica dietro la quale si nascondono gli interessi di potenti lobby; l’azione dei mass media di fronte a un piccolo gruppo di controinformazione; i social network come terreno di battaglia politica. (red)

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