(11 dic) “Per me il Museo è il primo amore. E’ il primo gruppo con il quale ho iniziato a suonare e come dice il proverbio ‘il primo amore non si scorda mai’”. A parlare è il batterista Giancarlo Golzi, tra i fondatori dei Matia Bazar. Golzi però questa volta non parla della band di “Vacanze romane” ma di Museo Rosenbach: un gruppo musicale ligure di genere rock progressivo nato a Bordighera nel 1971. “Il lato più rock di me si chiama Museo Rosenbach” continua Golzi, da sempre musicista dei Matia Bazar con cui continua con successo a fare dischi e concerti in Italia e all’estero. Il musicista è però ora impegnato anche in una nuova avventura discografica e concertistica: dopo alcuni esperimenti live e in studio tra il 1999 e il 2002, i Museo Rosenbach sono, infatti, tornati a pubblicare proprio quest’anno un nuovo disco. L’album si chiama “Barbarica” (etichetta “Aereostella”) ed è stato accolto benissimo in Europa e in Giappone dove la band lo ha presentato in prima mondiale all’“Italian Progressive Rock Festival” di Tokyo. Il titolo evoca scenari drammatici, dominati da un’istintiva violenza che fa regredire qualunque civiltà al primitivo stato di barbarie. La band – composta oggi oltre che da Golzi (batteria e percussioni) da Andy Senis (basso), Stefano “Lupo” Galifi (voce), Alberto Moreno (tastiere), Fabio Meggetto (tastiere), Sandro Libra e Max Borelli (chitarre) – racconta nel suo nuovo lavoro un mondo disorientato: incapace di crescere in armonia con la natura, lacerato dal demone della guerra. E dopo l’ottima accoglienza ricevuta in Giappone la band – tornata con l’entusiasmo di 40 anni fa – si prepara a sbarcare su nuovi palchi oltreconfine: ad aprile, i Museo Rosenbach parteciperanno, infatti, al “Baja Prog Festival” di Mexicali in Messico. Le novità per il gruppo, però, non finiscono qui: nei primi mesi del 2014 verrà pubblicato il doppio cd “Live in Japan”. (Gil)