(11 dic) Le imprese marchigiane guardano alla Cina: nei giorni scorsi è stato infatti siglato un accordo di cooperazione tra i vertici della Ccpit (China council for the promotion of international trade) di Qingdao e i rappresentanti di Unioncamere Marche e Regione Marche. L’accordo, seguito alla visita della delegazione cinese nelle Marche, è finalizzato all’approfondimento di relazioni economiche e commerciali tra la municipalità di Qingdao e le Marche. La Regione spiega in una nota che la formalizzazione dell’accordo “rientra nell’ottica di cooperazione già ratificata con l’accordo di partenariato sottoscritto lo scorso anno tra la Ccpit della provincia dello Shandong e Unioncamere Marche, a Jinan, sede del Punto di assistenza della Regione Marche nella Provincia dello Shandong. L’attività del Punto di assistenza tecnica regionale nel suo primo anno di vita – continua la nota – ha già dato risultati positivi e ha dato il via ad una serie di impegni in prospettiva sempre più ampi che coinvolgeranno l’ambito universitario, della ricerca tecnologica, dell’innovazione, del turismo, della cultura, formativo, urbanistico e della valorizzazione ambientale”. Nel corso degli ultimi mesi il Punto di assistenza tecnica della Provincia dello Shandong della Regione ha tessuto relazioni sempre più intense con le autorità della città di Qingdao: e le premesse per il futuro sono tutt’altro che negative. La città di Qingdao conta una popolazione di oltre sette milioni di abitanti e una superficie di 10.654 km² e si trova nella Cina nord orientale, affacciata sul mare, di fronte alla Corea del Sud e al Giappone dai quali dista pochi chilometri. La posizione strategica, combinata alla morfologia del territorio, rende la città un grandissimo porto naturale che le ha permesso di attrarre investitori stranieri e commerci, rendendola economicamente vivace. Tra le città considerate di “seconda fascia” in Cina è sicuramente tra le più dinamiche e aperte a collaborazioni con Paesi esteri. Nel 1984, grazie al grande sviluppo della città rispetto alle altre, fu dichiarata dal governo centrale cinese Zona economica speciale (Setdz) e si è sviluppata ulteriormente, soprattutto nei settori secondario e terziario. (Red)