“NON DIRMI CHE HAI PAURA”, IL RISCATTO DI SAMIA
Samia è una ragazzina di Mogadiscio. Ha la corsa nel sangue. Ogni giorno divide i suoi sogni con Alì, amico del cuore, confidente e primo, appassionato allenatore. Mentre intorno la Somalia è sempre più preda dell’irrigidimento politico e religioso, mentre le armi parlano sempre più forte la lingua della sopraffazione, Samia guarda lontano, e avverte nelle sue gambe magre e velocissime un destino di riscatto per il paese martoriato e per le donne somale. Gli allenamenti notturni nello stadio deserto, per nascondersi dagli occhi accusatori degli integralisti, e le prime affermazioni la portano, a soli 17 anni, a qualificarsi alle Olimpiadi di Pechino. Arriva ultima, ma diventa un simbolo per le donne musulmane in tutto il mondo. Il suo vero sogno, però, è vincere. L’appuntamento è con le Olimpiadi di Londra del 2012. Ma tutto diventa difficile. Gli integralisti prendono ancora più potere, Samia corre chiusa dentro un burqa ed è costretta a fronteggiare una perdita lacerante, mentre il “fratello di tutta una vita” le cambia l’esistenza per sempre. Rimanere lì, all’improvviso, non ha più senso. Una notte parte, a piedi, rincorrendo la libertà e il sogno di vincere le Olimpiadi. Sola, intraprende un viaggio di 8mila chilometri: l’odissea dei migranti dall’Etiopia al Sudan e, attraverso il Sahara, alla Libia, per arrivare via mare in Italia. Giuseppe Catozzella, con “Non dirmi che hai paura” (Feltrinelli, pp. 240, 15 euro), è entrato dentro la vita reale di Samia, e l’ha reinventata in una voce dolcissima. Da quella voce si scioglie la struggente vicenda di un’eroina dei nostri tempi, la sua fiaba, e insieme il suo destino. (PO / Red)
LE DELIZIOSE RICETTE DI TESSA KIROS
Con “Appretto & limoncello” (Luxury Books, pp. 134, 39 euro) Tessa Kiros celebra la cultura gastronomica dell’Italia, il Paese che dopo una vita da “globetrotter” ha scelto come casa. Un libro femminile, un tributo alle donne della nostra vita – madri, suocere, nonne – e alle importanti lezioni che sanno dare. Ricette deliziose, che spaziano da sostanziosi piatti di famiglia a conserve d’altri tempi fino a torte inconsuete, e tanti piccoli consigli. Il testo è un “corredo” di piatti e preparazioni che ogni madre offre alla propria figlia come bagaglio prezioso. L’autrice le ha ricevute dalla suocera, a cui dedica il libro insieme alle donne speciali che ha incontrato nella sua vita e che rivivono in questo volume attraverso parole e ricette. Piatti, consigli, foto d’epoca e tavole che descrivono un’Italia senza tempo, che ci appartiene ancora oggi. Otto capitoli dedicati alle conserve da dispensa, pani e prodotti da forno, alla pasta, alle cene in famiglia, ai dolci da custodire gelosamente in una scatola di biscotti, alla semplicità degli snack mediterranei e delle verdure di stagione e a tutto ciò che di gelato può essere servito come dessert. Ad aprire il libro, un capitolo dedicato all’organizzazione della settimana, dalla cucina alle pulizie domestiche, che oggi come una volta risultano ancora molto utili. (PO / Red)
“THE BUTLER. UN MAGGIORDOMO ALLA CASA BIANCA”
Wil Haygood nel 2008 si mette sulle tracce di Eugene Allen, il maggiordomo che lavorò alla Casa Bianca dal 1952 al 1986. Dopo decine e decine di telefonate e lunghe ricerche finalmente il giornalista ottiene l’indirizzo della casa di Eugene Allen, in una strada tranquilla a nordovest di Washington. Era ancora vivo. Aveva quasi novant’anni e viveva con la moglie Helene in modo modesto e decoroso. Dopo quell’incontro e una lunga intervista con il testimone della vita privata e delle vicende politiche di ben otto presidenti degli Stati Uniti, da Harry Truman a Ronald Reagan, Wil Haygood scrisse un lungo articolo sulla prima pagina del Washington Post che ebbe un’enorme risonanza. Da quell’esperienza è nato questo libro, “The Butler. Un maggiordomo alla Casa Bianca” (Newton Compton, pp. 336, 9,90 euro) che racconta la vita straordinaria dell’ex maggiordomo e ripercorre le drammatiche lotte per i diritti civili della popolazione di colore, lotte che alla lunga si sarebbero rivelate utili per permettere all’afro-americano Barack Obama di divenire presidente degli Stati Uniti nel 2008. (Red)
LA BIOGRAFIA DELLO SCRITTORE SLOVENO “BORIS PAHOR”
Il Novecento è il secolo dello scrittore sloveno Boris Pahor: ne ha vissuto gli orrori e le conquiste, facendosene testimone per eccellenza. Il racconto della sua esperienza esistenziale è dunque una narrazione etica e viva, densa di avvenimenti e aneddoti che seguono un tracciato cronologico mai banale o scontato. La sua biografia si sviluppa attraverso questo racconto, “Boris Pahor” (Bompiani, pp. 492, 21 euro, traduzione di Martina Clerici, Marinka Pockaj e Tatjana Rojc), reso da Pahor in prima persona, contestualizzato da Tatjana Rojc e compiuto nelle pagine di uno dei più grandi scrittori sloveni viventi. Non si tratta solo di una biografia ma anche di una storia di Trieste, storia in cui si specchia quella di tutto il Novecento europeo. Così, accanto alle vicende vive, in presa diretta, di Trieste, della comunità slovena e delle altre comunità che arricchivano e ancora arricchiscono la città, accanto alla cronaca potente della disgregazione dell’impero asburgico, della Grande guerra, dello squadrismo e del fascismo, si snoda la testimonianza dell’autore, che ripercorre l’infanzia poverissima, l’esperienza della guerra in Africa, l’adesione al Fronte di liberazione sloveno e la deportazione nei campi di concentramento nazisti, e infine il difficile ritorno alla libertà e alla vita. Narrare con lucidità quasi oltreumana la quotidianità di un’esperienza oltre il limite: questo è ciò che fa Pahor. (PO / Red)
“LA MEJO ROMA. LA VITA DOLCE E SALATA DELLA CAPITALE”
È sufficiente fare la domanda: “Dove si mangia la miglior carbonara di Roma?” ed ecco che tutti diventano critici gastronomici convinti. A volte le risposte coincidono, altre divergono, creando un’accesa, ma sempre “saporita” polemica. In questa piccola guida scritta da una giornalista brasiliana diventata ormai romana, si potrà trovare davvero di tutto: dagli gnocchi più succulenti alle più sfiziose patatine fritte, dai più filanti supplì al migliore e più gustoso gelato al gusto di pistacchio. Ma se il cibo è senz’altro il cuore di questo libro, non mancano però altre piacevoli sorprese: sarete cosi tentati ad entrare in un negozio o in una qualche bottega per perdervi tra gli oggetti più bizzarri. Sarete curiosi di scoprire dove si trova la panchina più elegante e isolata per leggere in assoluta tranquillità un buon libro e tanti altri indirizzi per godersi al meglio la città di Roma. Tutto questo è racchiuso nel libro “La mejo Roma. La vita dolce e salata della Capitale” (Palombi, pp. 104, 9 euro) di Claudia Monteiro De Castro. (PO / Red)