(17 dic) Il regista Edoardo Leo si è aggiudicato con il suo “Buongiorno papà” il 23esimo premio Nice Città di Firenze. Il film ha ottenuto la maggioranza dei voti dal pubblico statunitense al Nice Festival, festival del cinema italiano emergente all’estero, che si è tenuto dall’11 al 17 novembre a New York e a San Francisco, dall’11 al 18. Il festival è organizzato da Nice New Italian Cinema Events diretto da Viviana del Bianco e Grazia Santini. Attore, sceneggiatore e regista Leo si è detto soddisfatto del riconoscimento ricevuto che conferma l’attenzione del pubblico americano per il cinema italiano. L’America ha, infatti, accolto la pellicola con entusiasmo complice una storia che ha a che fare con la famiglia, i legami, le responsabilità, i valori veri e complice, anche, un cast di tutto rispetto: Raoul Bova, Marco Giallini, Nicole Grimaudo, Rosabell Laurenti Sellers, Alessio Cicchetti oltre allo stesso Leo. “Il premio è un ottimo segnale e non è la prima volta che mi viene assegnato” fa notare il regista. Nel 2010, infatti, Nice portò il film di esordio del regista romano – “Diciotto anni dopo” – negli Stati Uniti e in Russia, e anche quella volta vinse il premio del pubblico in 4 festival del circuito (Seattle e San Francisco nel 2010, Mosca e San Pietroburgo nel 2011). Il primo lavoro di Leo dietro la cinepresa aveva un budget più limitato mentre “Buongiorno papà” vede la produzione di Lucisano, la distribuzione di Medusa e protagonisti star come Bova e Giallini: “Attori e amici che conosco da anni – spiega l’attore, che aggiunge – sono convinto che si possono fare dei bei film lavorando con impegno e costanza. Mettendo da parte l’aria da star. Io non mi definisco un artista ma un buon artigiano. Sono un teatrante. Non sono Garrone e neppure Sorrentino ma cerco di fare al meglio il mio mestiere curando dettagli e particolari proprio come fa un bravo artigiano”. In “Buongiorno papà” Leo mette in scena personaggi buffi e racconta un incontro: un uomo in carriera – dal grande fascino e sicuro di sé – all’improvviso si scopre padre di un’adolescente di quindici anni con tanto di nonno rocchettaro al seguito. “Amo le storie di famiglie un po’ strambe e che raccontano di un passato che ritorna. Niente di autobiografico. Questa volta avevo voglia di raccontare la mancanza di responsabilità di una generazione intera, dove i valori positivi sono rappresentati dai personaggi femminili, donne solide e con i piedi ben a terra” racconta Leo che si dice pronto per nuovi impegni. “Scrivo, scrivo, scrivo. Mi attende una stagione promettente, con quattro film in uscita. Ho tanti progetti e aspirazioni – continua – e mi piacerebbe un giorno lavorare con Sergio Castellitto”. Infine un commento sul cinema italiano all’estero: “Si dice spesso che il nostro cinema è in crisi ma eventi come questi confermano che oltreconfine continuano a guardare con occhi interessanti alle pellicole italiane. Certo il momento d’oro del nostro cinema – quello che ha visto protagonisti nomi come Rossellini, Visconti, De Sica – è difficilmente replicabile. Un Fellini nasce una volta ogni 50 anni. Forse dovremmo cercare di evitare paragoni con quel periodo e ‘educare al cinema’ le nuove generazioni. La crisi del cinema nasce anche dalla cattiva abitudine di vedere i film illegalmente su Internet. Bisognerebbe partire da lì: uscire, andare più spesso al cinema, condividere la visione del film e avere rispetto per chi lavora alla sua nascita e realizzazione”. (Gil)