(30 dic) – “Il Grana Padano si conferma ambasciatore vincente del made in Italy. Dal 2006 a oggi la nostra produzione è cresciuta del 13% e, nel solo 2013, nonostante la forte crisi internazionale, il nostro export ha fatto segnare un +4%. Inoltre, sono sempre di più i massimi rappresentanti della buona cucina che, in tutto il mondo, apprezzano Grana Padano come prodotto di assoluta qualità utilizzandolo per le proprie ricette”. A parlare è Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana Padano. Le sue sono parole positive, entusiasmanti e rassicuranti che confermano – ancora una volta – che il formaggio italiano a denominazione di origine protetta è un prodotto amato, apprezzato, ricercato e riconosciuto in tutto il mondo. In una sola parola: vincente. Sulle tavole italiane e non solo. Berni, in particolare, ha tracciato un bilancio di fine anno sull’andamento del formaggio Dop più consumato nel mondo ricordando che la produzione quest’anno ha raggiunto 4 milioni e 571 mila forme: “delle quali, secondo le ultimissime stime di fine anno – precisa – 1 milione e 500 mila vendute all’estero”. Il direttore generale del Consorzio Grana Padano ha inoltre voluto sottolineare che “il primato delle esportazioni va alla Germania (350 mila forme), seguita dal Nord America (Stati Uniti e Canada con 200 forme) e dalla Svizzera (anch’essa molto vicina alle 200 mila forme)”. Ma le buone notizie non finiscono qui. “Per il terzo anno consecutivo in forte ascesa l’export in Russia che, tra i primi dieci Paesi leader delle esportazioni, è quello che cresce maggiormente – ha sottolineato, infatti, il direttore generale del Consorzio – il nostro fatturato alla produzione – aggiunge – è stato di 1,7 miliardi di euro e quello al consumo di circa 3 miliardi di euro, tra Italia ed estero”. “L’augurio, in vista del nuovo anno – conclude Berni – è di continuare a essere apprezzati nel mondo come un simbolo italiano positivo. E che, con noi, anche altri prodotti rigorosamente made in Italy, siano da traino all’economia e al rilancio del nostro Paese”. (Gil)