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Arriva dall’Africa
il desert-blues di Bombino

it@withub.it by it@withub.it
3 Gennaio 2014
in Archivio speciali - Musica
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IL DESERT-BLUES DI BOMBINO ARRIVA IN ITALIA

Dopo i sold out nelle principali città americane ed europee e in Italia al MiTo di Milano e al Romaeuropa Festival di Roma, l’irresistibile groove di Omara Bombino il “Jimi Hendrix del deserto”, com’è stato ribattezzato, tornerà in Italia per sette nuovi imperdibili concerti: a Milano il 16 gennaio, a Novoli (Le) il 17 gennaio, a Firenze il 18 gennaio, a Trieste il 12 febbraio, a Bologna il 13 febbraio, a Siena (Colle val d’Elsa), il 14 febbraio e a Torino il 15 febbraio. Il suo ultimo album, “Nomad (Nonesuch)”, prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys è al primo posto della classifica degli album world di iTunes ed è stato inserito da Rolling Stone America e dall’autorevole NPR radio nella classifica dei 50 migliori album del 2013. Astro nascente del desert blues, Bombino è nato e cresciuto in Niger, ad Agadez, nel nord dell’Africa, nella tribù dei Tuareg Ifoghas, che lotta da secoli contro il colonialismo e l’imposizione dell’Islam più severo. Costretto a fuggire più volte con la propria famiglia, durante una visita i parenti dimenticano una chitarra che il piccolo Bombino tiene per sé, iniziando a esercitarsi. Sin da giovane diventa allievo del celebre chitarrista Tuareg Haia Bebe e poco dopo entra a far parte della sua band, acquisendo il soprannome di Bombino, una storpiatura dell’italiano “bambino”. Inizia ad appassionarsi a Jimi Hendrix e Mark Knofler, di cui studia le tecniche durante i pascoli tra Algeria e Libia. Tornato in Niger, Bombino intraprende la carriera di musicista a tempo pieno e il suo talento non passa inosservato. Nel 2009 un incontro casuale con il regista Ron Wyman cambia irrimediabilmente il suo destino. Ma è solo un anno dopo che Wyman riesce a rintracciare Bombino, nel frattempo costretto a fuggire in Burkina Faso in seguito all’assassinio di due membri della sua band, uccisi in una rivolta. Wyman dedica gran parte del suo documentario sulle tribù Tuareg a Bombino e diventa produttore di Agadez, l’esordio solista su disco (il primo album risale al 2009, “Group Bombino – Guitars from Agadez, vol. 2”). Nel frattempo la fama del giovane talento cresce fino ad essere conosciuto in tutto il mondo e suonare nei più importanti festival musicali, con collaborazioni di tutto rispetto, tra cui quella con Keith Richards. Dan Auerbach incontra Bombino e ne rimane folgorato, decidendo così di produrre Nomad, il terzo disco uscito in tutto il mondo ad aprile 2013 su etichetta Nonesuch/Warner. Registrato nello studio di Auerbach a Nashville, Nomad è l’incontro del desert-rock con il blues, suonato dalle abili mani di Bombino ed arricchito dalla sua voce intensa e vigorosa. Le sonorità di Bombino ricordano quelle dei Tinariwen, vicini suonatori del deserto, ma le sue melodie elettrizzanti, che racchiudono lo spirito della resistenza e della ribellione, trasudano un groove irresistibile. Una versione del blues densa e magmatica, a cui si aggiunge la particolarità di svincolarsi dalla classica metrica basata sul “call and response” tra cantante solista e coro (solitamente femminile) rimpiazzando quest’ultimo con le disgressioni melodiche della chitarra. (red)

IL DUO PARADISI-MACERA ALL’AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA

La vocalist Marilena Paradisi e il batterista percussionista Ivan Macera saranno in concerto all’Auditorium Parco della Musica l’11 gennaio 2014 per presentare il loro ultimo album “The Cave-Dialoghi tra echi di pietra”, uscito a giugno per la Silta Records. Uno spettacolo dal forte impatto emotivo, che travolgerà lo spettatore in un affascinante viaggio sonoro a ritroso nel tempo. “The Cave” è infatti un percorso immaginario alla ricerca dei suoni microscopici e impalpabili, potenti e risuonanti, che si possono udire nel silenzio sospeso di una caverna. (red)

TORNA OMAR PEDRINI CON UN ALBUM DI INEDITI

Dal 3 gennaio è in rotazione radiofonica “Che ci vado a fare a Londra?”, primo singolo estratto dall’omonimo nuovo album di Omar Pedrini, atteso per fine gennaio e pubblicato da Universal, che arriva a otto anni dall’ultimo disco di inediti del cantautore bresciano. Il brano nasce da una collaborazione tra Pedrini e Michael Beasley, leader della band di Manchester The Folks, presenti al completo nel brano. I due si sono incontrati negli uffici della Ignition, etichetta management di Noel Gallagher, a Londra, e insieme a Scott Anderson dei The Folks hanno dato vita a questa rock ballad. Il singolo, registrato tra l’Italia e Manchester e masterizzato ai celebri Exchange Studios di Londra da Mike Marsh e Karen Thompson, esiste anche in versione inglese con il titolo “London”. Omar Pedrini torna così sulle scene con un disco di inediti di cui ancora una volta è autore di musica e testi. A impreziosire il progetto discografico sono presenti alcune prestigiose collaborazioni, come quelle con il rapper Kiave in “Jenny (scendi al fiume)”, con Ron e Dargen D’Amico in “Gaia e la balena”, con i Modena City Ramblers nel brano strumentale “Nonna Quercia folkband”. (red)

ALPHA BLONDY E RADICI NEL CEMENTO INSIEME DAL VIVO A ROMA

A due anni da “Fiesta!”, il loro primo album live, ritornano i Radici nel Cemento. La storica reggae band romana torna sulle scene con il singolo, accompagnato da video, “Movimento lento” e con l’album “7”. Il gruppo, dopo la partecipazione al concerto di Capodanno al Circo Massimo di Roma, si esibirà ancora dal vivo nella capitale il prossimo 17 gennaio, al Live Music Club. La band aprirà l’esibizione di Alpha Blondy, il simbolo del reggae africano e una delle figure più importanti della musica africana di tutti i tempi. L’artista ivoriano, nato nel 1953 con il nome di Seyokou Koné, si era messo in luce alla guida degli Atomic Vibrations prima di trasferirsi negli Stati Uniti per frequentare l’università e collaborare con i Monjaka, gruppo storico della scena reggae newyorkese. Nel 1986 ottenne la definitiva consacrazione internazionale con “Jerusalem”, album inciso in Giamaica, a Kingston, con la collaborazione decisiva degli Wailers nei Tuff Gong Studios, gli studi di registrazione fondati da Bob Marley. Prima di questo album fondamentale, Alpha Blondy aveva ottenuto una grande popolarità nei primi anni Ottanta con “Jah Glory”, lavoro che fu premiato con ben tre dischi d’oro, e con i successivi “Cocody Rock” e “Apartheid is nazism”. Da quel momento, nonostante diversi problemi personali che hanno frenato la sua ascesa e la sua ispirazione, Alpha Blondy ha continuato a conquistare il pubblico internazionale con un suono di grande impatto emotivo e spirituale che unisce perfettamente e sapientemente il reggae e la tradizione africana. (red)

L’ESORDIO DI MARCO SBARBATI CON “BACKWARDS”

E’ online sul suo canale ufficiale di Youtube il video di “Backwards”, brano d’esordio del giovane cantautore marchigiano Marco Sbarbati “Nel video di Backwards sono rappresentati diversi momenti della giornata in cui si potrebbe scrivere una canzone – racconta Sbarbati – Mi è piaciuta molto la tecnica usata dai registi, vedere due ‘me’ nella stessa inquadratura è stato divertente”. Il singolo, pubblicato da Sugar, è attualmente in rotazione radiofonica, disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming. Notato inizialmente da Lucio Dalla mentre suonava in Piazza Maggiore, a Bologna, Marco ha proseguito il suo percorso artistico attraverso il canale YouTube, grazie al quale è riuscito a far ascoltare le sue canzoni a Caterina Caselli, partecipando nel 2012 a un “Hangout in Diretta” su Google+, promosso da Sugar per il progetto Messaggerie Musicali. (red)

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