(29 gen) C’è chi la chiama fregula e chi, invece, pistizone. Per qualcun altro è freula mentre secondo alcuni la definizione giusta è fregola. Fregola, fregula o pistizone che sia, gli amanti della gastronomia sanno bene che si fa riferimento a un tipo di pasta prodotto in Sardegna molto simile al cuscus. Il nome – che prende origine dal latino “fricare” ovvero sfregare – va legato al fatto che per realizzare il piatto occorre strofinare della semola tra le mani e formare piccole palline. La tipica pasta sarda – che spesso viene accompagnato col sugo di pomodoro e vongole – non si trova dappertutto, anzi, è molto difficile da reperire in alcune zone dell’Italia. Tuttavia all’estero la fregola – definita spesso “il cous cous all’italiana” – sta ottenendo importanti “riconoscimenti”, specie in Francia. La pasta sarda ha, infatti, fatto il suo ingresso negli ambienti diplomatici internazionali guadagnandosi un’importantissima citazione sul quotidiano francese “Liberation”. Il contesto è un ampio reportage di Laure Bretton dedicato agli oltre 60 chef dell’Eliseo e degli altri ministeri, e ai menù preferiti dai salotti del potere d’oltralpe. Nell’ articolo dal titolo “Le papille della Nazione” si racconta di come questa specialità della Sardegna possa fare la differenza: “La fregola sarda, una piccola pasta rotondeggiante della Sardegna che assomiglia al cuscus israeliano ma che si prepara come un risotto, deve essere cucinata al momento se non si vuole che si afflosci”. Non è la prima volta che questa prelibatezza dell’isola conquista la ribalta nella stampa transalpina. Già l’autorevole settimanale “Le Point” aveva raccontato di come la Fregola sarda avesse ormai conquistato le buone tavole d’oltralpe: “Negli ultimi tempi gli chef a cinque stelle vibrano solo per una piccola pasta artigianale proveniente dalla Sardegna: la fregola sarda. A metà strada tra la pasta a pezzetti e il couscous, questa varietà rustica viene grigliata al forno e questo le conferisce degli aromi originali e straordinari. Arrivata in Francia da poco, la fregola è ormai immancabile in tutti i grandi ristoranti di Parigi che non sembrano più poterne fare a meno”. (Gil)