“Il governo non può decidere il futuro di una donna”. Sono parole di Estela una delle migliaia di manifestanti che da tutta la Spagna hanno invaso Madrid sfilando lungo le strade della capitale per protestare contro le modifiche alla legge sull’interruzione volontaria di gravidanza. Il nuovo progetto di legge, proposto dal governo del Ppe di Mariano Rajoy e in particolare dal ministro della Giustizia Alberto Ruiz Gallardon, introdurrebbe una serie di restrizioni al diritto di aborto: scomparirebbe, infatti, il diritto di scelta volontaria, consentendo l’aborto solo in caso di stupro o di rischio per la salute fisica o psichica della donna. Scomparirebbe inoltre la possibilità di abortire nelle prime 14 settimane di gravidanza; l’interruzione sarebbe possibile solo a partire dalla 22esima settimana in poi. La manifestazione è stata organizzata dall’associazione simbolo di questa battaglia, il Tren de la libertad partito dalle Asturie per arrivare a Madrid sabato dove un gruppo di donne ha consegnato il documento “Yo decido” ai rappresentanti del governo spagnolo, documento in cui in sostanza si chiede di mantenere la vecchia legge approvata dal governo Zapatero. Anche il resto dell’Europa ha accolto e sostenuto le richieste delle donne spagnole: in numerose città, anche italiane, si sono svolti sit in e manifestazioni per esprimere solidarietà al Tren de la libertad e sostenere la lotta delle donne spagnole. (Cle – 2 feb)