Oggi, a Milano, in occasione della prima tappa del tour in 14 città italiane della sua campagna “Le parole non bastano più”, la ong Intervita presenta i risultati della sua prima ricerca nazionale sui costi economici e sociali della violenza contro le donne in Italia dal titolo “Quanto costa il silenzio?”. L’ indagine sottolinea come la violenza, oltre ad essere un fenomeno strutturale e una violazione dei diritti fondamentali, ha anche un costo economico e sociale molto alto per la società nel suo complesso. Il costo totale economico e sociale della violenza è di almeno 16.7 miliardi di euro. Un costo impressionante, significa che la violenza contro le donne ci costa come: il triplo degli incidenti stradali in un anno in Italia, una strage in cui perdono la vita 11.000 persone, tre manovre finanziarie in Italia. Il totale dei costi diretti economici e sociali della violenza contro le donne è stato stimato in almeno 2,37 miliardi di euro: ossia costi sanitari, costi consulenza psicologica, costo farmaci, costo del lavoro per mancata produttività, costo per ordine pubblico, costo giudiziario, costo dei servizi sociali dei comuni, costo dei Centri Antiviolenza. Tale importo include i costi diretti (1,8 miliardi di euro) e gli effetti moltiplicatori economici per mancata produttività (604 milioni di euro). Invece il costo derivante dai danni umani emotivi ed esistenziali della violenza contro le donne è stato stimato in 14,3 miliardi di euro. La stima delle contromisure prodotte dalla società a titolo di contrasto e prevenzione, sotto forma di investimenti in capitale umano è di 6,3 milioni di euro. Secondo Ecosoc – United Nations Economic and Social Council, Commission on the Status of Women – il costo annuale della violenza di genere può variare da 1,16 miliardi a 32,9 miliardi di dollari, compresi i costi delle cure alle vittime e quelli della perdita di produttività. (PO / Red – 14 feb)