San Antonio – “Sono un po’ confuso. Direi, piacevolmente confuso”. Così, in una intervista al Quotidiano nazionale, Marco Belinelli, dopo la storica vittoria – la prima di un italiano – nella gara del tiro da tre punti, davanti agli assi dell’Nba, che oggi lo rende l’italiano più celebre negli Stati Uniti. Ma non dimentica la sua nativa San Giovanni in Persiceto, a pochi chilometri da Bologna: “Gioco in America. E’ il mio sogno da sempre, da quando, bambino, dissi che un giorno sarei venuto qui, a misurarmi con i professionisti. Negli Stati Uniti sto bene, ma l’Italia è casa mia”, “non ci rinuncerei per tutto l’oro del mondo”. E aggiunge di dedicare la sua vittoria “alla mia famiglia. A mamma Jole e papa Daniele. Ai miei fratelli, Enrico e Umberto. E a tutti quelli che mi vogliono bene e che sono rimasti alzati fino all’alba per vedermi giocare. Pazzesco: tutti svegli per vedermi giocare. Cosa posso volere di più dalla vita? Solo il titolo Nba. Ma ci arrivo. Ho la testa dura”. E sulle Nike Beli dice: “L’idea di un paio di scarpe personalizzate mi è piaciuta. Soprattutto per il fatto che sulla linguetta è stato messo l’acronimo SGP, che sta per San Giovanni in Persiceto”. Ma gli italiani per fare fortuna devono andare all’estero? “No. Sono sicuro che il mio paese riuscirà a risollevarsi. So che adesso c’è Matteo Renzi che deve comporre il nuovo governo. L’Italia per rialzarsi ha bisogno di calma e che si lavori bene. Il mio, sotto certi punti di vista, è un caso particolare. Negli Stati Uniti c’è la Nba che, per un giocatore di pallacanestro, è il massimo. Se volevo puntare in alto non potevo che venire qui”. (9colonne)