“Matteo stai preoccupato, se non abbasserai le tasse alle piccole imprese ti faremo nero”: decine di migliaia di commercianti, artigiani e piccoli imprenditori (60-70 mila secondo gli organizzatori, 50 mila secondo le forze dell’ ordine) sono arrivati da ogni parte d’ Italia (molto nutrita la rappresentanza dal Nord Est) e hanno riempito pacificamente piazza del Popolo a Roma, mandando però un messaggio chiaro al premier incaricato nel corso della manifestazione “Senza impresa non c’è Italia. Riprendiamoci il futuro”, promossa da Rete imprese Italia, l’ associazione imprenditoriale che comprende Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti. Manifestazione programmata prima della svolta Renzi, ma le richieste del mondo della piccola e media impresa per uscire dalla crisi certamente non cambiano: meno tasse e meno burocrazia. “Basta, non ne possiamo più come imprenditori e come cittadini”: parole “calde” quelle usate dal leader di Confartigianato Giorgio Merletti, che ha avvertito Renzi di stare “preoccupato” se non abbasserà le tasse. Il presidente di Rete Imprese Italia, Marco Venturi, sottolinea con forza che “il prossimo governo ed il Parlamento devono prendere atto di questa grande forza, dell’ enorme malessere, delle difficoltà che vivono le nostre imprese e devono cambiare registro”. “Al nuovo presidente del Consiglio chiediamo di convocarci subito” aggiunge Venturi, avvertendo che la mobilitazione delle Pmi non si fermerà qui: “Non molleremo, saremo propositivi ma incalzanti. Saremo dialoganti ma pronti a tornare in piazza, in tutte le piazze italiane, se non avremo concrete e rapide risposte”. Molto chiare anche le parole del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli: “Se per la prima volta nella storia d’ Italia i nostri imprenditori sono qui in piazza così numerosi vorrà pur significare qualcosa”. “Siamo qui – ha detto Sangalli – perché questa crisi ha lasciato e continua a lasciare cicatrici profonde sulla pelle delle nostre imprese”. Il numero uno di Confcommercio sottolinea poi che “i nostri problemi sono sempre quelli che ricordiamo: lavoro, credito consumi. Dobbiamo abbassare di un punto l’ Irpef e abolire l’ Irap. Ridiamo fiato ai consumi e ridiamo fiducia agli imprenditori riaprendo i rubinetto del credito”. Inoltre ha osservato Sangalli, “dobbiamo combattere l’ abusivismo e la contraffazione serve un nuovo sistema fiscale che venga incontro ai contribuenti”. “Ci sono alcuni momenti – ha sottolineato il presidente di Confcommercio – come le elezioni, dove noi siamo ricordati come il motore del Paese e dopo, improvvisamente, passata l’ emozione elettorale, ritorniamo nel congelatore. Noi chiediamo rispetto perché meritiamo più rispetto. Ma come dobbiamo dirlo che non abbiamo più tempo e che è a rischio la pace sociale perché è pericoloso lasciare famiglie e imprese sull’ orlo della disperazione”. (Roc – 18 feb)