(27 feb) Un ponte tra Italia e Africa per rilanciare l’agricoltura del Belpaese e presentarla come modello di sviluppo per le comunità africane. Con questo obiettivo inizia due anni fa “Texere Congo”, un progetto agricolo portato avanti dalla cooperativa di imprenditori “Texere” di Cesena, in Emilia Romagna. “Esplorare il territorio, accordi con i villaggi locali e dare servizi qualificati”: questi sono i punti che Gian Luca Bagnara, presidente dell’azienda italiana, ha sottolineato parlando del progetto. “Il nostro obiettivo – dice Bagnara – è organizzare delle filiere sostenibili integrali attraverso una sostenibilità economica e sociale”. Dopo una prima fase di programmazione, è nata una società con un partner locale, la diocesi di Boma: “un fatto importante – afferma il presidente di Texere – perché la Chiesa si è associata con un’azienda agricola privata”. Le popolazioni locali “hanno una grande quantità di terreno a disposizione, ma –spiega Bagnara – non coltivano perché non sanno come organizzare la produzione”. Proprio qui entra in gioco l’obiettivo del progetto. “Vogliamo dare servizi a basso costo, lavorando direttamente sul territorio con il consenso dei padroni di casa”. Il presidente di Texere è orgoglioso dei risultati che l’iniziativa sta ottenendo: “Le comunità ci hanno accolto a braccia aperte e abbiamo altri progetti in fase di inizio in Ghana e Mozambico”. I numeri del progetto parlano chiaro: 30mila ettari di terreno che coinvolgono 20mila persone. Il personale è pronto: “a ottobre – dice Bagnara – inizieremo con la semina e nel 2016 ci sarà il primo raccolto”. Un approccio dal basso verso l’alto quindi, partendo dalla terra per creare reddito e fornire alle comunità locali in fase di sviluppo, dei mercati adeguati per organizzare la propria produzione. (Sip)