Roma, 27 feb – L’intervento in Iraq si concentra invece in azioni di supporto alle autorità locali per la valorizzazione del patrimonio culturale e nei settori agricolo, sanitario, finanziario e fiscale. In Siria le attività di cooperazione saranno indirizzate a sostenere le popolazioni in fuga dal conflitto e coinvolgeranno inevitabilmente anche i Paesi limitrofi. Relativamente alle misure di sostegno ai processi di ricostruzione e di pace, l’articolo 9 autorizza una spesa complessiva di circa 44 milioni di euro. Si tratta innanzitutto di interventi a favore della Libia, per il rafforzamento della gestione dei flussi migratori, ma anche per il consolidamento del processo di dialogo e di riconciliazione nazionale; per la ricostruzione istituzionale della Siria e per il Libano. “La cooperazione internazionale –aveva detto ieri la Mogherini – non può essere intesa come carità ma come investimento nella sicurezza nazionale e in relazioni piu’ efficaci. Occorre consolidare l’aumento delle risorse già iniziato nell’ultimo anno e mezzo per andare avanti nei prossimi mesi e nei prossimi anni”. Verso la conferma invece il ritiro degli osservatori italiani dal Darfur e dal Sud Sudan: “Il motivo del ritiro non vuole essere un disimpegno, ma è legato alle condizioni di sicurezza” la spiegazione della Pinotti.
(PO / Sis)