Ministro del Tesoro e delle Finanze a fianco di Ciampi e di Prodi, nel 2008 Vincenzo Visco decise di diffondere via internet i redditi degli italiani, spiegando che si trattava di un fatto normalissimo di trasparenza e di democrazia. Scoppiò una bufera politica, con tutto il centrodestra e parte del centrosinistra (preoccupato anch’esso di perdere voti) che accusavano Visco di aver violato la privacy de cittadini. Lui, fu costretto – stupefatto – a rimangiarsi la decisione.
Consapevole che l’evasione in Italia è un fenomeno di massa che coinvolge milioni di contribuenti, Visco le due volte che fu ministro mise al centro della sua politica fiscale il termine “tracciabilità”, che non significa tanto usare strumenti di pagamento diversi dal contante, quanto disporre di informazioni sui singoli contribuenti incrociabili tra loro. E’ noto che dove compensi e transazioni sono interamente tracciati, l’evasione è assente o molto ridotta. Caduto Prodi, anche questa riforma fu abrogata.
Nei suoi frequenti interventi sui temi di politica economica, Visco – che è un socialdemocratico molto pragmatico e uno degli economisti più autorevoli del suo campo – da anni mette in guardia contro lo strapotere della finanza e denuncia la responsabilità delle banche nell’esplosione della crisi e nelle politiche di austerity. Su questo tema specifico è entrato recentemente in conflitto anche con Monti.
Ebbene, l’altra mattina mentre camminava in una via di Roma Visco è stato aggredito da un uomo, pare un ingegnere disoccupato, che – urlandogli “servo delle banche” – ha tentato di strangolarlo. Visco è stato tratto in salvo dai passanti, l’aggressore è stato fermato poco dopo.
Di che cultura sia figlio un simile somaro è questione di cui non si parla abbastanza. (5 mar)