Renzi contro tutti. Anche contro l’Unione Europea, che oggi a bollare l’Italia per eccessivo debito, squilibri e corruzione. Ma il premier risponde alla paletta accelerando: “Mercoledì presentiamo il piano casa, il Jobs act e gli interventi per la scuola” annuncia da Siracusa, nella sua visita settimanale alle scuole. Tutte misure che mettiamo insieme per non ‘incatenare’ i sindaci ma al contrario per ‘scatenarli’, a partire dallo sblocco dei debiti della Pubblica Amministrazione”, dice parlando proprio ai primi cittadini dei comuni siciliani. Poi c’è il capitolo riforme: mentre ieri è stato posta la prima pietra per quella della riforma elettorale, ma solamente per quanto relativo alla Camera, nulla di fatto è ancora per il Senato, anche se oggi il presidente Pietro Grasso ha detto di non essere dispiaciuto “dall’idea di passare alla storia come l’ultimo presidente di Palazzo Madama. Insomma, per il governo e per Renzi la riforma del bicameralismo perfetto, fermo restando le prerogative della Camera, “è l’elemento chiave, ci si gioca o meno la vittoria” e se la riforma del Senato non avverrà avremo perso, anche se l’economia ripartirà”. Proprio sull’economia, però, la Commissione Europea nel suo bollettino odierno, non è stata molto tenera per quanto riguarda l’Italia, dove “il persistente alto debito pubblico costituisce un grosso peso, anche per il resto della zona Euro”. Pertanto “l’Italia ha bisogno di aumentare i risparmi ancora per molti anni e aumentare il tasso di crescita per invertire questo trend”. Quindi il monito: (“C’è il rischio che l’aggiustamento del bilancio strutturale nel 2014 sia insufficiente dato il forte bisogno di ridurre il debito pubblico”) seguito dal suggerimento che Renzi è deciso a cogliere al volo: “Per indirizzare i cambiamenti richiesti serve un forte sforzo proteso alle riforme, e incoraggiamo il nuovo governo a intraprendere azioni volte a incoraggiare la creazione di posti di lavoro”. La risposta italiana, dai toni rassicuranti, è arrivata puntuale dal ministero dell’Economia, per il quale le richieste che l’Italia avvii un ambizioso piano di riforme “trovano piena condivisione da parte del Governo, come risulta evidente dalle dichiarazioni programmatiche rese in Parlamento in occasione del dibattito sulla fiducia. Il programma di riforme dell’Esecutivo è in linea con le indicazioni emerse da questa analisi della Commissione. L’Esecutivo intende infatti dare una svolta al processo di riforma per rafforzare la competitività e garantire una crescita forte, sostenibile e ricca di posti di lavoro”. (Sis – 5 mar)
