Berlino, 7 mar – Coste, cultura, storia, ma non solo. L’Italia si conferma apprezzata anche per i suoi tesori sotterranei. Il turismo speleologico, infatti, rappresenta un’ulteriore risorsa per la nostra Penisola, capace di attirare oltre 1 milione e 500 mila visitatori all’anno e generare un fatturato, tra indotto e diretto, di circa 25 milioni euro secondo i dati e le stime dell’Associazione grotte turistiche italiane (Agti). Forte di questi numeri, nasce in Campania il progetto “Tre grotte, tre fiumi”, presentato oggi, presso lo stand Enit all’Itb di Berlino. Il progetto è promosso dagli enti che gestiscono le Grotte di Pertosa-Auletta, quelle di Morigerati e di Castelcivita, tre cavee naturali immerse nel Parco del Cilento, del Vallo di Diano e Alburni, in provincia di Salerno, il più esteso di Italia e riconosciuto dall’Unesco Geoparco e Patrimonio dell’Umanità.