(7 mar) Di certo i ragazzi e le ragazze della squadra di pattinaggio delle Fiamme azzurre della Polizia penitenziaria, che in questi ultimi giorni hanno rappresentato l’Italia ai giochi olimpici invernali di Sochi, si trovano più a loro agio su una lastra di ghiaccio che sotto i soffitti a cassettoni del ministero della Giustizia, che oggi li ha accolti per ringraziarli ufficialmente. “Per me è un grande onore poter incontrare i ragazzi della squadra di pattinaggio delle Fiamme azzurre – ha esordito il ministro Andrea Orlando -, che costituisce un’eccellenza nello sport e motivo di orgoglio del nostro Paese e dell’amministrazione penitenziaria nel suo insieme”. Quando è stato il loro turno i giovani atleti, che presto ripartiranno per i campionati mondiali di pattinaggio di figura a Saitama, in Giappone dal 24 al 30 marzo, si sono trovati un po’ in imbarazzo davanti ai microfoni. Ma Luca Lanotte, giovane pattinatore artistico in coppia con Anna Cappellini, non si è fatto intimidire dalle telecamere e ad una domanda su che cosa significasse rappresentare l’Italia in questo momento di crisi ha risposto: “A prescindere dalla situazione che l’Italia sta attraversando siamo orgogliosi di rappresentare il nostro Paese e la nostra cultura”. “Cerchiamo – ha aggiunto il giovane pattinatore -, di portare sempre il meglio del nostro Paese, anche attraverso la scelta di determinate musiche, come quella del Barbiere di Siviglia che Anna ed io abbiamo scelto. Sulla pista – ha concluso – portiamo la voglia e il nostro desiderio di cambiare, e questo è quello che ci fa essere felici del nostro Paese, anche se sta passando un momento di difficoltà”. “Per me questo successo ha rappresentato un po’ tutto il mio cammino, come scalare un’alta montagna – ha raccontato invece la medaglia di bronzo Carolina Kostner, rispondendo ad una domanda sulla sua esperienza in Russia e sul suo futuro -. Adesso sono felice perché questa medaglia rappresenta non tanto un arrivo ma l’inizio di un periodo della mia vita nuovo e pieno di cose da scoprire. È difficile pensare a dopo quando ti devi preparare a una gara importante come i mondiali in Giappone – ha concluso -. Dopo mi fermerò e chiederò a me stessa ‘Carolina come stai? Cosa vuoi fare?’. Io adoro il pattinaggio, lo faccio con il cuore e ogni giorno trovo cose nuove da imparare ma il mio sport non è fatto solo di gare. Vorrei rallentare gli allenamenti e dedicarmi un po’ di più alla componente artistica del mio sport”. (Red)