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Firenze, si apre
“Un anno ad arte 2014”

it@withub.it by it@withub.it
4 Aprile 2014
in Archivio speciali - Mostre
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PALAZZO PITTI, DALLE ISTRUZIONI DI MICHELANGELO AL PRIMO TOPOLINO
Tre documenti archivistici di Michelangelo; un disegno di Raffaello; il certificato di battesimo di Leonardo da Vinci e un altro testo che reca le sue postille; una lezione scritta di Galileo sull’Inferno di Dante; opere di Andrea Mantegna, Alessandro Allori e Giovanni Stradano; autografi di Girolamo Savonarola, Poliziano, Cosimo I de’ Medici, Joachim Winckelmann, Ugo Foscolo, GPietro Vieusseux, Vasco Pratolini, Eduardo De Filippo, Dino Campana ed Eugenio Montale, presente anche con due inediti acquerelli. Tutto questo, e molto altro, è possibile ammirare nella mostra che apre il programma di “Un anno ad arte 2014” dal titolo “Una volta nella vita. Tesori dagli archivi e dalle biblioteche di Firenze” in programma fino al 27 aprile a Palazzo Pitti. Obiettivo dell’esposizione – che propone all’attenzione dei visitatori ben 133 pezzi tra documenti manoscritti, libri e disegni, provenienti da 33 enti cittadini – è offrire a tutti l’opportunità “unica” di ammirare tesori cartacei custoditi in alcuni dei principali “scrigni” culturali della città. E tra questi non mancherà una selezione di inediti, sequenza di “mai visti” di carta che arrivano da vari archivi e biblioteche. Spiccano le istruzioni annotate da Michelangelo Buonarroti per “cavare” dei blocchi lapidei, custodite nell’Archivio della Fondazione Casa Buonarroti e mai stato esposto in pubblico. In mostra anche il primo vocabolario della Crusca del 1612, l’edizione de Le vite di Vasari del 1568, il primo numero di Topolino del 1932, una mezza dozzina di esemplari della Divina Commedia (tra cui una con le illustrazioni di Alessandro Botticelli), l’atto di concessione del re Luigi XI di Francia a Piero de’ Medici per inserire i gigli di Francia nello stemma della dinastia toscana, un papiro del I secolo avanti Cristo. (red)

IN MOLISE LA STORIA DEGLI “ETRUSCHI DEL LAGO”
Fino al 30 aprile, al Museo Archeologico di Venafro, la mostra “Gli Etruschi del Lago. Da Orvieto a Bolsena un percorso nella storia” ricostruisce le vicende storiche della città-stato etrusca di Velzna (Orvieto)- l’ultima a cadere in mano romana dopo un lungo assedio – e della sua erede Volsinii (Bolsena) che ne accolse – sulle alture del lago di Bolsena – gli abitanti superstiti. Una storia che complessivamente ha attraversato ben più di un millennio e che è illustrata con oggetti della vita quotidiana e della religiosità: ceramiche di età arcaica ed ellenistica tra cui i famosi vasi argentati e i vasi di bucchero, splendide oreficerie, vasellame bronzeo, offerte votive di vario genere, antefisse, lastre architettoniche che conservano eccezionalmente l’originale policromia, nelle quali sono rappresentati, tra gli altri, la coppia di demoni infernali Charun e Vanth. Eccezionale è un carretto agricolo da trasporto, in bronzo, di fine III secolo a.C., riprodotto fedelmente in tutte le sue parti. A completare l’esposizione, ai materiali etruschi sono affiancati quelli molisani: vasi di bucchero pervenuti dalla Campania etrusca, oggetti di bronzo importati dall’Etruria meridionale, prodotti locali di imitazione. In tutta l’area molisana, infatti, dall’area pentra a quella frentana, le sepolture restituiscono oggetti di chiara origine etrusca: i grandi vasi per portare il vino a tavola (stamnoi bronzei prodotti nell’etrusca Vulci), sono utilizzati a Larino e Guglionesi per deporre le ceneri dei nobili guerrieri; bacili, grandi situle, colini in bronzo che servivano per filtrare il vino durante i banchetti, compaiono nei santuari sannitici come oggetti sacri necessari allo svolgimento dei rituali che implicavano il consumo del vino, o anche come doni di ricchi fedeli. Tutti i materiali esposti mostrano, quindi, come le popolazioni dell’Italia antica abbiamo profondamente e costantemente dialogato non solo attraverso lo scambio di manufatti ma anche condividendo idee e valori. (red)

OBAMA VISTO DAL PAPARAZZO CARLO RICCARDI
Fino al 23 aprile, alla galleria Spazio5 di Roma, si tiene la mostra “Obama – Il giornalismo dipinto di Carlo Riccardi”: 60 opere del pittore e primo paparazzo delle “Dolce Vita”, realizzate con le pagine delle principali testate giornalistiche nazionali e internazionali che diedero il benvenuto all’uomo del “Yes, we can” in occasione della prima e della seconda elezione del presidente Obama. Dal Corriere della Sera al New York Times, da Repubblica al Times, da La Stampa a Le Figaro, dal Sole 24 Ore al País: su ognuno di essi, Riccardi sferza pennellate di colore facendo rivivere, anche a distanza di anni, quella che potrebbe essere definita “la notizia del secolo”. Una particolarità del percorso pittorico dell’88enne artista di Olevano Romano è rappresentato dalle maxi tele a metraggio. Si ricordano gli 80 metri con cui avvolse l’obelisco di Piazza del Popolo a Roma, quelle esposte nella Romerplatz Rathaus di Francoforte, quella in Piazza della Signoria a Firenze, nel Chiostro di S. Domenico a Siena, in mare al Lido di Ostia e nel bosco della Serpentara a Olevano Romano. Famosa la maxi tela di 800 metri dedicata alla Polonia, esposta nell’aula Nervi in Vaticano e inaugurata da Giovanni Paolo II. L’archivio fotografico di Riccardi conta oltre un milione di negativi che raccontano più di 60 anni di storia italiana. Pierre Carnac, storiografo di Salvador Dalí, disse di lui: “Nel 4000 un solo quadro ricorderà il nostro tempo, il cerchio luminoso di Carlo Riccardi”. (red)

UN “SENTIERO DELLO SPIRITO” PER SCOPRIRE LA MAJELLA
Aperta a Roma, all’Auditorium Conciliazione, fino al 28 aprile la mostra “Majella, Domus Christi, Domus Naturae. S. Pietro Celestino ed i luoghi dello spirito. Fede, storia, tradizioni nel territorio del Parco”, realizzata dal Parco Nazionale della Majella, co-finanziata da Fondazione Telecom Italia ed in partnership con la Sovrintendenza Bsae Abruzzo e la Fondazione Genti d’Abruzzo, un’esposizione che presenta i tesori sconosciuti di questa terra attraverso il filo conduttore dell’Eremitismo. L’eredità immateriale e culturale lasciata dagli eremiti, primi tra tutti quella di Pietro da Morrone che qui visse gran parte della sua vita prima di salire al Soglio di San Pietro con il nome di Celestino V, oggi può infatti rappresentare il motore per una ripartenza economica di un’area per troppo tempo lasciata nell’oblio e questa riqualificazione territoriale passa anche attraverso la richiesta all’Unesco di eleggere gli Eremi celestini quali Patrimonio dell’Umanità. Grazie alla Fondazione Telecom Italia, è stata pensata una app che offre: descrizione, tracciato e tappe del “Sentiero dello Spirito”; contenuti multimediali su Celestino V e sul fenomeno dell’eremitismo sulla Majella e schede geo-referenziate su tutti i luoghi di culto presenti nel territorio della Majella. (red)

LA WEB RADIO ARTISTICA DI MARINELLA SENATORE
L’artista italiana Marinella Senatore, autrice di progetti collaborativi, presenta la sua ultima iniziativa al Kunst Halle di Sankt Gallen: Estman Radio, una radio in podcast gratuito che dà a tutti la possibilità di partecipare con drammi radiofonici, conferenze, musica, discorsi, dibattiti, interviste, opere d’arte sonore, storie, idee ma anche registrando e caricando podcast in una postazione appositamente allestita. Il progetto viene presentato all’interno di una mostra antologica dedicata alle tante iniziative della 37enne artista di Cava dei Tirreni, che oggi vive a Berlino: da Speak Easy, progetto del 2009 che ha coinvolto un centinaio di studenti dell’Università Computense di Madrid e più di mille abitanti di un sobborgo di Madrid , tra cui carpentieri pensionati, sarte , artigiani e attori professionisti che hanno lavorato insieme per realizzare un musical (dalla sceneggiatura alla costruzione del set, alla fattura degli abiti di scena) a Rosas, opera del 2012 che ha coinvolto più di 20mila persone a Berlino, Derby e Madrid e che ha visto impegnati nella scrittura di un libretto d’opera danzatori, attori, falegnami, studenti d’arte e cori. Perché, come sempre nei lavori di Senatore – che lo scorso anno ha fondato una Scuola di Narrativa Dance -, lo scopo dell’azione artistica non è tesa al prodotto finale ma allo scambio che avviene tra i partecipanti durante il processo di produzione. In occasione del finissage, il 13 aprile, si terranno delle visite guidate. (PO / red)

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