Roma, 18 mar – Sulla richiesta dell’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sul caso dei marò “non vorrei che qualcosa di anomalo sia avvenuto” e “evidentemente non tutti vedono di buon grado l’iniziativa, qualcuno vuole farla slittare.” visto che dopo aver presentato il disegno di legge lo scorso 28 gennaio “ho impiegato 45 giorni e diverse sollecitazioni per riavere le bozze, tutte da rivedere e con una intera parte mancante”. E’ la denuncia del senatore di Per l’Italia Tito Di Maggio, che in conferenza stampa a Palazzo Madama ha spiegato: “Non credo che una indagine parlamentare rischi di compromettere la situazione in loco, anzi si tratta di una necessità che ha un valore importante per il futuro delle missioni: o comprendiamo il sistema attraverso il quale possiamo garantire la tutela delle nostre merci con un dettato normativo chiaro, o si rischia che il caso si ripeta”. Il riferimento di Di Maggio è alle circostanze (praticamente uno stratagemma) per le quali la Enrica Lexie con a bordo Girone e Latorre è stata fatta rientrare in porto, pur navigando in acque internazionali al momento dell’incidente con il peschereccio indiano. “Dovrebbero esserci delle procedure chiare che andrebbero definite” ha concluso Di Maggio.
(Sis)