– Trieste, 11 lug – Proprio per questo, perché non venga meno quella garanzia di trasparenza dei risultati, non verrà abbandonato del tutto il sistema tradizionale su carta: la macchina di voto verrà infatti dotata di un meccanismo che consentirà la stampa del voto espresso elettronicamente, controllabile dall’elettore, e di un’urna interna per il deposito delle schede cartacee da recuperarsi, a cura del presidente di seggio, al termine delle operazioni di voto. Una tale previsione consente di attivare, su istanza dei rappresentanti designati dai gruppi consiliari, la procedura di scrutinio cartaceo a cura di una commissione istituita ad hoc. Lo scrutinio cartaceo costituirà pertanto un’eventualità, salvo che non emergano discordanze tra carta e computer. Solo in questa ipotesi il risultato dei voti su carta assumerà valore ufficiale. Altro problema: attualmente in Italia non esistono standard di funzionalità, sicurezza e affidabilità riconosciuti e nemmeno ci sono enti autorizzati a certificare le macchine di voto elettronico. Il ddl rimedia a tutto ciò disciplinando una preventiva definizione da parte della Giunta degli standard tecnici cui le macchine elettroniche e ogni altro componente hardware e software del sistema di voto devono risultare conformi; inoltre, è prevista la costituzione di una commissione per la verifica di questi standard tecnici composta da esperti esterni all’amministrazione regionale. Ma il disegno di legge influisce anche su alcuni aspetti organizzativi. Ad esempio, la composizione dell’ufficio di sezione: via il segretario – superfluo in una votazione elettronica – sì all’esperto informatico, assolutamente indispensabile quando si affronta qualsiasi inconveniente tecnico.