– Roma, 11 lug – “Constatiamo con amarezza e preoccupazione che sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hovratin sembra preclusa ogni strada per l’accertamento della
verità”. Così, in una nota, i senatori di “Insieme con l’Unione” in merito alla richiesta del pubblico ministero Franco Ionta di archiviare il caso sull’omicidio della giornalista del Tg3 e del suo cameraman. “Ci pare doveroso sottolineare – continua la nota – che nel corso di tutti questi anni sono sorti ostacoli di ogni tipo nella ricerca della verità, spesso tradottisi in veri e propri depistaggi e strategie omissive. La stessa commissione di inchiesta presieduta dall’onorevole Carlo Taormina tralasciò di approfondire alcune ipotesi investigative che chiedevano di essere adeguatamente sviluppate alla luce degli elementi di novità emersi nel corso delle indagini”. “Per questo – spiegano i senatori di Verdi e Pdci – avevamo chiesto all’inizio di questa legislatura di istituire una nuova commissione di inchiesta che potesse finalmente approfondire quanto tralasciato dalla precedente, ma purtroppo – lamenta il gruppo di “Insieme con l’Unione” – il disegno di legge, a prima firma Bulgarelli, ha incontrato numerosi ostacoli una volta giunto in commissione Esteri del Senato, la quale, al fine di valutare se sussistessero i presupposti per riaprire le indagini, ha deciso di procedere per proprio conto ad
audizioni. Si è trattato di una decisione del tutto anomala dal punto di vista procedurale – sottolineano i senatori – perché sarebbe stato logico che eventuali audizioni fossero disposte dalla nuova commissione di inchiesta o, in subordine, affidate preliminarmente a quella della Giustizia – cui competerebbero indagini su un fatto di sangue così grave e che, per altro, ha già espresso parere favorevole alla istituzione di una nuova commissione di inchiesta. In ogni caso, non ci risulta sia mai accaduto nella storia della Repubblica che l’istituzione di una commissione di inchiesta sia stata decisa attraverso audizioni tenute da una commissione permanente”.