Era la prima volta, ed è cominciata con un semplice e informale “Welcome” da parte di Papa Francesco, cui il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha risposto con un “grazie, è meraviglioso incontrarla”, aggiungendo di essere “un suo grande ammiratore”. Nel luglio del 2009, Obama era stato ricevuto da Benedetto XVI in Vaticano. Papa Francesco si è intrattenuto con l’ inquilino della Casa Bianca in un colloquio privato durato una cinquantina di minuti. Colloquio in cui – come si legge in un comunicato diffuso dalla sala stampa vaticana – c’è stato “uno scambio di vedute su alcuni temi attinenti all’ attualità internazionale, auspicando per le aree di conflitto il rispetto del diritto umanitario e del diritto internazionale e una soluzione negoziale tra le parti coinvolte”. Nel contesto delle relazioni bilaterali e della “collaborazione tra la Chiesa e lo Stato – prosegue il comunicato – ci si è soffermati su questioni di speciale rilevanza per la Chiesa nel Paese, come l’ esercizio dei diritti alla libertà religiosa, alla vita e all’ obiezione di coscienza nonché il tema della riforma migratoria”. Infine, conclude la nota, “è stato espresso il comune impegno nello sradicamento della tratta degli essere umani nel mondo”.”Con il Papa abbiamo trascorso la maggior parte del tempo dell’ incontro a riflettere su una delle sue inquietudini, quella dei poveri. Ma sua Santità ha il potere di aprire gli occhi alla gente. Abbiamo parlato delle sfide che si presentano con i conflitti, di quanto è illusoria la pace nel mondo. Papa Francesco mi ha parlato di Israele e Palestina, del Libano, l’ America Latina e io ho assicurato che gli Stati Uniti difenderanno tutte le minoranze” ha detto poi Obama nella conferenza stampa congiunta con il premier Matteo Renzi al termine del vertice bilaterale a Villa Madama. “Con Francesco abbiamo parlato della riforma dell’ immigrazione – ha aggiunto Obama -. Come persona che proviene dall’ America Latina, il Papa è consapevole dei problemi di tante persone che sono emigrate negli Stati Uniti e lavorano da anni e magari però vivono ancora nell’ ombra, lontani dalle proprie famiglie. Io mi impegno a continuare il dialogo con la conferenza dei vescovi americani per far sì che vi sia libertà religiosa”. (Roc – 27 mar)
