(31 mar) Davide Mattioli ha 46 anni. E’ marchigiano, precisamente di Fano. In passato è stato un carabiniere. Poi un pizzaiolo. Oggi è una star in Repubblica Ceca e Russia. Mattioli è partito dall’Italia 15 anni fa e oggi rappresenta un emigrato che ce l’ha fatta visto che ha conquistato sei dischi di platino e un Oscar musicale in Russia. Mattioli con Andrea Andrei ha, infatti, dato vita al duo “Insieme”: in breve sono diventati dei personaggi molto amati nel panorama musicale dell’est Europa e ora si preparano a un nuovo successo. Nei prossimi giorni, infatti, uscirà “Ci penserò”: brano che vede la prestigiosa partecipazione di Dodi Battaglia e Ilona Cskova – famosa cantante ceca – che scoprì Davide nel lontano ‘98. Ma le novità non finiscono qui per i due artisti, visto che Amedeo Minghi ha deciso di collaborare con loro per la rivisitazione di un suo grande successo: “Emanuela ed io”. “Dodi è una persona straordinaria – racconta Mattioli – sempre pronta a sperimentare nuove collaborazioni. Gli abbiamo proposto una nuova veste della canzone di cui è autore della musica. Ilona, invece, mi ha scoperto, quindi a distanza di 15 anni, mi è sembrato bello ricambiare”. Oggi Mattioli è soddisfatto del successo raggiunto e fa un bilancio di quelli che definisce “15 anni emozionanti in Repubblica Ceca”: “Il momento più bello è quando sono stato chiamato dell’Ambasciata. Mi comunicavano che da lì a pochi giorni avrei avuto un appuntamento alla sede Emi di Praga. Per puro caso, il direttore aveva ascoltato un mio provino. In realtà avevo realizzato un cd con l’unico scopo di regalarlo alla mia famiglia o ad amici. Ero felicissimo”. “Sono partito dalle Marche l’11 febbraio del ’98 – racconta il cantante – dopo un passato nell’Arma dei Carabinieri. A Liberec, non troppo lontano da Praga, ho lavorato anche come pizzaiolo. All’inizio è stata dura”. E’ stata proprio la malinconia ad avvicinarlo alla musica: “Ho iniziato a registrare le canzoni in uno studio, tutto da autodidatta”. “Io e Andrea – conclude – siamo ‘in pista’ da 15 anni. Ai concerti amiamo regalare al pubblico felicità e spensieratezza. Magari un abbraccio a fine serata. Non ci siamo montati la testa, restiamo con i piedi per terra. L’Italia – certo – ci manca”. (Gil)