“Il nostro obiettivo per il 2014 è di aumentare le consegne totali del Gruppo a 4,5-4,6 milioni di unità nel mondo” ed “entro il 2018 saremo capaci di fare oltre 6 milioni di vetture”: è l’obiettivo illustrato dall’ad Sergio Marchionne nel corso dell’assemblea degli azionisti Fiat per l’approvazione del bilancio d’esercizio 2013. Si tratta dell’ultima assemblea ordinaria svolta a Torino, visto che la prossima si terrà in Olanda dove il nuovo gruppo Fiat Chrysler automobiles avrà la sede legale. “Possedere oggi la totalità del capitale di Chrysler – ha spiegato Marchionne agli azionisti – rappresenta il coronamento di quel grande progetto di cooperazione industriale e culturale avviato nel 2009. Negli ultimi cinque anni, abbiamo lavorato in modo caparbio e senza sosta per dare vita a un’unione che doveva esistere nei fatti prima ancora che sulla carta. Oggi – che quella visione diventa realtà – abbiamo eliminato anche l’ultimo elemento di complessità, il fatto di gestire due aziende con sistemi di governance separati. Ora – sottolinea l’ad – non esistono più ostacoli a una piena e totale integrazione”. L’operazione che porterà alla nascita di Fca “verrà sottoposta a un’Assemblea straordinaria degli azionisti, nei tempi tecnici necessari, perché diventi efficace entro la fine dell’anno” e “sarà durante l’estate” ha spiegato Marchionne, il quale ha illustrato agli azionisti il significato del nuovo logo: “Si stacca volutamente dai tradizionali simboli usati nella storia dalle due aziende, per evitare di far prevalere l’una sull’altra. Intende, al contrario, sottolineare l’unione tra le due, ora che sono diventate una singola entità”. “Anche i risultati con cui abbiamo chiuso il 2013 mostrano i benefici di questa integrazione – spiega Marchionne -. Le consegne, a livello mondiale, sono arrivate a 4,4 milioni di vetture, che rappresenta un record storico per la Fiat. Le vendite complessive dell’anno, incluse le joint ventures, hanno consentito al Gruppo di consolidare la posizione di 7° costruttore a livello globale. La crescita in Nord America e in Asia-Pacifico ha più che compensato la debolezza del mercato europeo e il rallentamento dell’America Latina”. (Roc – 31 mar)