(3 apr) “Certo, il talento non si può insegnare, ma allenare sì. E la creatività può essere liberata. La scrittura si può insegnare perché è un mestiere. Poi, la Scuola ha moltissime altre funzioni: rompere l’isolamento, servire da ascensore sociale. Di sicuro, dopo il Biennio da noi, i nostri ragazzi hanno modo di accedere a un mondo nuovo”: parola di Alessandro Baricco, preside e fondatore della Scuola Holden di Torino, nata nel 1994, che proprio ieri ha riaperto le iscrizioni. Un luogo dove “chi ha una storia da raccontare, impara come farlo”. Il prossimo 10 aprile alle 19, presso l’Istituto italiano di cultura di Bruxelles, il “preside” Baricco racconterà le attività della struttura e le sfide dell’industria creativa, nel corso di un incontro dal titolo “Educazione, bellezza e prospettiva. Una storia italiana per crescere in Europa”. “In Italia infatti, in un momento di crisi come quello attuale, la scuola Holden vuole raccogliere la sfida dell’Europa rappresentando un esempio positivo, scommettendo sui giovani e investendo nella cultura” si legge nella nota di presentazione dell’evento, organizzato dall’Ambasciata d’Italia in Belgio e dalla casa editrice Beit, in collaborazione con l’Istituto italiano di cultura di Bruxelles. La capitale belga è la prima tappa del tour europeo della scuola Holden, che apre le porte della nuova struttura a tutti gli stranieri che vogliono studiare in Italia. “Alla Scuola Holden insegniamo a narrare – spiega Baricco -. Siamo convinti che un romanziere, uno sceneggiatore, un giornalista o un inventore di videogiochi, siano, prima di tutto, narratori. E lo stesso vale per un autore di teatro o un disegnatore di fumetti. Vengono tutti dalla stessa terra: la terra della narrazione. Così cerchiamo di insegnare ai giovani a conoscere quella terra. Viaggiamo, insieme a loro, e ci guardiamo intorno. Ogni tanto ci perdiamo, perché quella è una terra sterminata”. Ma chi meglio di una guida come Baricco? (Roc)