Caracas – “Non si può costruire un Paese sulla violenza. Pensiamo che la violenza sia un qualcosa che ti sfugge di mano e ti porta dove non vuoi. L’Italia crede che vada aperto un dialogo serio, disarmando gli animi e disarmando le parole. In Italia diciamo che le parole sono come pietre. Questo è stato detto anche dalla delegazione di Unasur, quando è venuta in Venezuela”. Così, secondo il quotidiano venezuelano in lingua italiana La Voce d’Italia, il sottosegretario agli Esteri, Mario Giro ha illustrato la posizione dell’Italia, di fronte alle proteste che interessano tutto il Paese e che coinvolgono fortemente la collettività italiana. Giro ha incontrato a Caracas alcuni esponenti della nostra comunità (Antonella Pinto, presidente di Fegiv; Mariano Palazzo, presidente di Faiv; Michele Buscemi, presidente del Comites di Caracas; Nello Collevecchio, membro del Cgie e Pietro Caschetta, presidente del Centro Italiano Venezolano) e poi ha tenuto un incontro con la stampa in cui ha spiegato che l’Italia “segue da vicino le vicende venezuelane. Sa bene che il Venezuela ha accolto con generosità la sua comunità. Quindi oggi la mia presenza in questo paese è una presenza nel segno dell’amicizia. Siamo vicini al Venezuela, al popolo venezuelano anche e soprattutto nei momenti di difficoltà. Il sottosegretario ha quindi ricordato “il rapporto preferenziale che l’Italia e il Venezuela hanno sempre avuto” e ha sottolineato che la sua presenza nel Paese vuole appunto testimoniare quanto forte sia questo rapporto. – Innanzitutto – ha proseguito Giro -, pensiamo che la prima cosa importante da dire, il messaggio che il Governo italiano vuole inviare con forza, è un’esortazione affinché cessi la violenza. Ha parlato dell’importanza del dialogo, ricordando che l’Italia “ha potuto ricostruire l’Unità nazionale sulla base del dialogo democratico”. – Dialogo – ha rimarcato – non è una parola vaga. E’ un metodo democratico che si basa sui diritti di ciascuno e sulla libertà. Noi – ha aggiunto – crediamo fortemente che si debba e si possa riprendere un dialogo in questo Paese per preservare il bene più prezioso per ogni venezuelano: l’unità della Patria. Si è quindi detto sicuro e fiducioso che “il governo e le opposizioni troveranno una via condivisa per il dialogo e per l’unità”. Dopo aver ricordato la presenza nel Paese di una “grande comunità italo-venezolana, ha concluso: – Pensiamo che il metodo più efficace per un vero dialogo sia innanzitutto quello di cercare ciò che unisce e di mettere da parte ciò che divide. Il Sottosegretario Giro ha assicurato che negli incontri con le autorità venezuelane avrebbe parlato innanzitutto della nostra Collettività e del futuro del Paese, e che avrebbe sondato la possibilità di assegnare un ruolo all’Italia per favorire l’avvio del dialogo. (9colonne)